15 Giugno 2021 Giudiziaria

Insulti alla Lamorgese, il sindaco De Luca condannato a pagare 1500 euro

Il sindaco Cateno De Luca, indagato dalla Procura di Messina per vilipendio, dopo la denuncia del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, insultata a più riprese dal primo cittadino sui social e in tv tra il 23 e il 24 marzo del 2020, è stato condannato con decreto penale a pagare una multa di 1.500 euro.

Il decreto penale di condanna a carico del primo cittadino è divenuto esecutivo per la mancata opposizione, che era consentita dalla procedura.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede all’epoca autorizzo’ la Procura di Messina a procedere nei confronti del sindaco della Citta’ dello Stretto, Cateno De Luca, accusato del reato di vilipendio previsto dall’articolo 290 del codice penale. De Luca era stato iscritto nel registro degli indagati a fine marzo 2020 dopo la denuncia del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Per questo genere di reati, perché si possa poi esercitare l’azione penale attraverso la richiesta di rinvio a giudizio o di emissione di decreto penale di condanna, è necessaria l’autorizzazione del Guardasigilli.

Vilipendio a Lamorgese, sottosegretario Sibilia (M5S): “Va bene sollecitare risposte ma è doveroso il rispetto tra le istituzioni repubblicane”.

“La condanna, inflitta al sindaco di Messina Cateno De Luca, per gli insulti e le aspre critiche rivolte al ministro Lamorgese nel marzo dello scorso anno deve essere da monito a tutti gli attori istituzionali per un reciproco rispetto dei vari ruoli, a tutti i livelli di governo.

De Luca è stato condannato a pagare una multa per avere, peraltro nel periodo più duro dell’emergenza pandemica, pronunciato parole gravemente offensive e lesive dell’immagine del Ministero dell’Interno, usando toni minacciosi e non consoni a chi indossa la fascia tricolore e rappresenta i suoi cittadini. Quando si riveste una funzione pubblica è legittimo chiedere attenzione o risposte politiche ma è doveroso farlo con rispetto alle istituzioni della Repubblica”.

È quanto scrive sui social il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia.