5 Febbraio 2008 Mondo News

Morti bianche, primato all«´Italia: un milione di infortuni l«´anno

ROMA – Un milione di incidenti sul lavoro l´anno. Più di mille morti: uno ogni sette ore. Uno stillicidio quotidiano, spesso ignorato, salvo stragi come quella della ThyssenKrupp a Torino. Eppure i rimedi ci sono: nell´Unione Europea, dal ´95 al 2004 gli indicenti mortali si sono ridotti del 30%, ed ironia della sorte in Germania quasi del 46%. Da noi la riduzione ha superato di poco il 25%. E non bisogna dimenticare che, secondo le stime, 200 mila casi di infortuni non mortali avvengono tra i lavoratori in nero e quindi non denunciati all´Inail. È questo, in sintesi, l´amaro quadro tracciato nel secondo rapporto presentato ieri mattina al Capo dello Stato dall´Associazione nazionale mutilati ed invalidi del Lavoro. «Il Presidente Napolitano ha espresso l´auspicio che si possa concludere prima della fine della legislatura la delega sulla legge sulla sicurezza e la tutela del lavoro – ha dichiarato il presidente dell´Anmil Pietro Mercadelli – ed ha consigliato di coinvolgere subito i gruppi parlamentari perché diano il loro parere sulla delega anche a Camere sciolte». Secondo il ministro del Lavoro Cesare Damiano sarebbe una scelta di civiltà . «Mi auguro che il prossimo governo prosegua il nostro lavoro. La sicurezza non è né di destra né di sinistra – afferma Damiano – la legge delega, relativo all´ultimo dei 12 articoli del decreto 123, scade a maggio del 2008, spero ci sia il tempo per renderlo operativo. Intanto, in cinque mesi, sono arrivati i primi risultati: chiusi più di 3 mila cantieri per il lavoro nero, sospesa l´attività  di mille aziende, bar, aziende metalmeccaniche e studi professionali, per carenze nei sistemi di sicurezza. Per concludere mi auguro che i dodici miliardi di euro versati dall´Inail allo Stato possano essere investiti nella tutela dei lavoratori e per premiare le aziende virtuose». Molti si chiederanno perché i 12 miliardi di euro dell´Inail sono finiti nelle casse del Tesoro. Tutto è nato grazie ad una legge firmata dall´allora ministro Giulio Tremonti: le risorse, derivate dai contributi versati dai lavoratori e dalle aziende, che superano il plafond di 260 milioni di euro devono essere versati al Tesoro, che potrà  usarli per ripianare il debito pubblico. Restano un credito dell´Inail, ma nessuno sa se sono già  stati spesi o che altra fine hanno fatto. In attesa che qualcuno faccia chiarezza, la situazione, malgrado i primi risultati positivi non è molto incoraggiante. A cinque mesi dall´entrata in vigore della legge 123, le nuove norme sulla sicurezza del lavoro, i coordinamenti provinciali degli ispettori stanno muovendo faticosamente i primi passi, denuncia l´Anmil. E continua: si stima che il personale impegnato nella prevenzione infortuni, se dovesse controllare tutte le aziende, ognuna sarebbe visitata dagli ispettori ogni 23 anni. Quindi, nella prassi quotidiana, le indagini scattano solo dopo l´infortunio. Sempre che non si tratti di un´azienda che usa lavoratori in nero. Drammatico anche lo scenario sul versante giudiziario: i reati di omicidio colposo o lesioni restano sostanzialmente impuniti. Le cause? La lentezza dei procedimenti giudiziari, quindi il fioccare delle prescrizioni, e di recente il provvedimento sull´indulto. Intanto, per frenare il macabro conteggio delle morti bianche, in Francia è stato creato un pool di pubblici ministeri e giudici che hanno competenza su tutto il territorio nazionale e sui reati di maggiore rilevanza nei riguardi della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il governo spagnolo ha creato una nuova figura: il procuratore speciale per gli incidenti sul lavoro. Ed in Italia, quest´anno, la parola d´ordine del 1 maggio sarà  “la sicurezza sul lavoro”. Lo ha annunciato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, presentando la campagna di formazione ed informazione nelle aziende.