9 Maggio 2012 Mondo News

CATANZARO, LE AMMINISTRATIVE: Indagati candidato e sostenitore per sospetta compravendita di voti

Come se non bastassero la scheda in più in una sezione, la ripetizione dello scrutinio in tre seggi a cura della commissione elettorale centrale e le contestazioni sul numero ritenuto troppo alto di preferenze annullate, ecco che spunta anche l’inchiesta giudiziaria su una presunta compravendita di voti. Di mezzo ci sono un candidato al Consiglio comunale ed un suo sostenitore, i cui nomi ieri mattina sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni. Sul fascicolo viene naturalmente mantenuto il massimo riserbo. Si sa per certo, tuttavia, che l’intervento della Procura della Repubblica scaturisce da un’informativa dei poliziotti della Digos che hanno segnalato operazioni sospette nella zona di Siano, quartiere periferico del capoluogo regionale. Gli agenti diretti da Marinella Giordano hanno messo nero su bianco, nella relazione di servizio, episodi dubbi a carico di un candidato con relativo sostenitore, i quali avrebbero messo in atto una serie di azioni allo scopo di indirizzare il voto verso lo stesso candidato. Su che scala, e soprattutto con quali modalità, sia stata messa a segno la presunta macchinazione illecita è ancora oggetto di valutazioni da parte degli inquirenti che, coordinati dal pm Dominijanni, starebbero già programmando ulteriore attività d’indagine. Di certo l’attenzione del pm, da ieri mattina, è concentrata su questo fascicolo. Ci si muove infatti in uno scenario delicatissimo. Il silenzio degli inquirenti è d’obbligo non soltanto per garantire il prosieguo delle indagini, ma anche per evitare strumentalizzazioni politiche in una situazione che potrebbe rendere necessaria un’appendice di voto con la ripetizione delle operazioni in almeno una sezione e l’eventualità del ballottaggio sempre dietro l’angolo. Al momento il caso di Siano è l’unico finito sul tavolo della Procura. E certamente non è collegato con la polemica esplosa nel corso della notte fra lunedì e martedì riguardo la presunta scheda in più che sarebbe saltata fuori dallo scrutinio nell’ormai famigerata sezione 85. Massima attenzione hanno riservato le forze dell’ordine – che hanno piazzato sul territorio decine di agenti in borghese – soprattutto nei quartieri più caldi della zona sud. Già alla vigilia si era ampiamente messa in preventivo una tornata elettorale al fulmicotone. E non poteva essere altrimenti, se è vero che già in sede di scelta degli scrutatori si sono registrate feroci polemiche finchè non si è optato per il sorteggio integrale. E poi ancora sospetti e veleni sull’espressione del voto da parte dei rappresentanti di lista, tanto da consigliare al prefetto Antonio Reppucci d’intervenire pubblicamente per invitare l’ufficio elettorale alla massima attenzione nei servizi di vigilanza e di riscontro. Ma tutto è risultato più o meno vano: chiuse le urne si è avuta immediatamente la conferma di quanto ribollisse in pentola tra contestazioni, recriminazioni, denunce e minacce di ricorsi. L’appendice in sede di Giustizia amministrativa è pressochè scontata. Ipotizzabili, allo stato dei fatti, anche le conseguenze di natura penale fra l’inchiesta del pm Dominijanni e l’eventuale trasmissione degli atti in Procura qualora dagli scrutini delle tre sezioni-lumaca e dalle verifiche finali sui verbali emergessero fatti rilevanti. In un precedente simile a Palermiti (Cz), dove alla conta finale mancarono tredici schede, si rivotò in una sola sezione. E il Tar dispose la trasmissione degli atti in Procura. GIUSEPPE LO RE – GDS