20 Maggio 2012 Mondo News

Impregilo, muro contro muro al vertice. I rapporti non idilliaci tra un socio forte in scalata (Salini) e il "general contractor"

Muro contro muro, almeno nei toni. Questo il poco usuale stato dei rapporti tra un socio forte in scalata (Salini) e la società che si vorrebbe gestire (Impregilo). Uno “status” sancito dai documenti che preparano l’assemblea di metà luglio che sarà il primo appuntamento concreto nella lotta per il principale “general contractor” italiano, ora controllato dal gruppo Gavio. Il costruttore romano (che in pochi mesi ha acquisito sul mercato il 29,18% del pacchetto azionario di Impregilo contro il 29,95% detenuto dal gruppo piemontese) accusa il vertice della società di «assenza di visione industriale drammatica», nessuna «strategia di crescita e sviluppo», «gestione di fatto nelle mani degli amministratori esecutivi espressione del gruppo Gavio». Lo si legge nella lettera con la quale Salini ha chiesto e ottenuto l’assemblea ordinaria del prossimo 12 luglio, che vede all’ordine del giorno solo la revoca del Cda Impregilo e la sua eventuale sostituzione. La lettera è stata resa nota dallo stesso “board” del general contractor in allegato alla relazione con la quale informa gli azionisti delle modalità dell’assemblea, una missiva cui riserva una dura replica. Secondo Impregilo la lettera di Salini «risulta strumentalmente denigratoria per la società e il management», «inserendosi nel contesto di un’evoluzione in senso conflittuale dei rapporti tra Impregilo e il socio, il quale da tempo diffonde anche a mezzo stampa alcune infondate asserzioni». Impregilo accusa inoltre Salini di aver esercitato il diritto per la richiesta di convocazione dell’assemblea «in modo strumentale, allo scopo di mettere pressione e creare difficoltà all’attuale management». Schermaglie piuttosto violente, ma niente più di queste, mentre si prepara il vero terreno dello scontro. Lunedì 28 maggio è prevista una prima assemblea per una prossima apertura del Cda alle minoranze e alle donne, argomento sul quale il voto favorevole di Salini non è comunque scontato. Poi bisognerà presentare le liste, al più tardi entro il 18 giugno, per l’eventuale nomina di un nuovo Cda, se l’attuale verrà sfiduciato. È su questo argomento che si stanno affilando le armi, con il costruttore romano che indicherà come presidente l’ex banchiere di Goldman Sachs Claudio Costamagna mentre Piero Salini in caso di vittoria potrebbe avere ruoli più esecutivi. Possibile ago della bilancia sono i fondi di investimento (Amber detiene il 5,096% di Impregilo, Mc Kinley il 2,309%) ma la possibilità di un accordo tra i contendenti, magari con la regia di Mediobanca, non è esclusa. Al momento i contatti tra Salini e Gavio sono pressocchè inesistenti, «ma per fare la pace prima bisogna fare la guerra», dice un analista finanziario che segue il dossier. Quindi battaglia assembleare, visti anche i toni, probabilmente sarà, con il mercato che però alla guerra vera e propria crede poco: in Borsa da fine novembre il titolo è cresciuto del 40%, mentre nell’ultima settimana ha perso quasi il 5%, con un modesto recupero (+1,56% a 2,85 euro) nell’ultima seduta.