21 Maggio 2012 Commenti e appelli

AMMINISTRATIVE DI BARCELLONA PG. L'OPINIONE di Patrizia Zangla: IL NUOVO CHE NON MI PIACE

Questo nuovo non mi piace. Questo nuovo mi spaventa. Si serve di forme nuove, ma ha un volto stantio, troppo vecchio, perso in un cassetto della memoria, che prende corpo mentre sento la folla che osanna, che impreca, che odia chi la pensa in altro modo. L’avete chiamato l’elettorato dell’amore, ma eros unisce thanatos divide. Da tempo guardavo la città da lontano. Osservavo cambiando angolazione. Incrociavo i punti di vista e le diverse prospettive e intanto continuavo a osservare, ad ascoltare la città. Voi non siete il nuovo. Voi non siete il discontinuo. Usate la demagogia per stupire la folla, l’avete nutrita di false aspettative e così ora ripete la filastrocca del nuovo. Usate i giovani, li strumentalizzate. Così divenuti strumento, adulati dalla falsa seduzione del nuovo, si incattiviscono ghermendo la spada del nuovo, calunniano chi è sul fronte opposto o comunque ha opinione diversa.
Il pensiero unico, semplice deve eliminare il pensiero diverso e complesso. Le derive populiste si disperdono in mille rivoli, tutte a decantare il nuovo che è nuovo, perché è nuovo. La tautologia che racchiude il profondo senso del grande progetto del nuovo. Siete berlusconiani in atto perché avete attinto a quel sistema e avete fatto vostra la spettacolarizzazione della politica, tutti s’illudono di essere protagonisti perché conoscono il piccolo potente di turno, ovvero la candidata a sindaco, e lo chiamano per nome. Nome che gridano durante i comizi. Così la folla avvolge con le sue grida la candidata facendola sentire invincibile. La suggestione collettiva s’insinua, ammalia, ovatta, contagia. Altre volte è accaduto. Troppe volte è accaduto. La massa nella sua irrazionalità, incapace di distinguere l’ombra dal chiarore, prende il possesso della piazza, che vorrebbe allungare sulla città. In tutte le storie della Storia, che drammaticamente si ripetono con sfumate variazioni di scena e di costume, inizialmente il piccolo uomo alla ricerca del potere è stato sottovalutato. La propaganda, con a capo il giornalista compiacente, crea consenso e affina il vincolo psicologico, il legame irreversibile e unilaterale fra il leader e la folla, che schiaccia e offende il singolo che pensa. Il senno è immobile. Il delirio collettivo avanza, se un incidente di percorso rivela che dietro di voi si celano poteri forti, interessi occulti, non vi fermate a pensare, non scrutate fra voi o allontanate chi ha richiesto questo intervento. Voi integerrimi colpite la guardia che scopre il ladro. L’obiettivo è depistare l’attenzione sul ladro e direzionarla sulla guardia. Abilmente inventate una calunnia sulla guardia che ha osato criticare il vostro operato. Anche questo non è nuovo. Si crea così un gioco sottile in cui stanno in equilibrio il manipolatore e il manipolato. Ma, come nelle scatole cinesi, la catena non ha fine perché chi manipola è a sua volta manipolato. Il potente occulto manipola il candidato, il candidato manipola l’elettorato. Questo nuovo non mi piace. Volete vincere e affondate nell’elettorato del fronte opposto. Certo, voi siete sinistra, sinistra moderata, sinistra estrema, che si serve del clericalismo e del bacino di voti di destra. L’abusata e vecchia pratica del trasversalismo non è reato, ma mal si concilia e sconfessa alla radice il principio da voi proclamato, il nuovo. Sembra prendere corpo il fantasma che alita nelle pagine di un antico romanzo sui vicerè, quando un filo-borbonico, reazionario ostenta i principi di sinistra ed è portato al trionfo dalla folla entusiasta. Questo nuovo non mi piace. Con la vostra condotta consentite ai gattopardi, da cui vi fate manipolare, di adagiarsi sornioni e guardare compiaciuti il sistema messo a punto. Guardano le pedine che muovono sulla scacchiera. Il re e la regina, il fante…. Voi volete accentrare il potere unicamente su di voi, con supponenza lo vestite in modo assolutistico: nessuno altro è come voi, non esiste altra opposizione che la vostra. Abilmente distorcete la verità, estrapolate da ogni fatto quello che torna utile al vostro fine, volontariamente leggete la realtà con le lenti offuscate, pronti però a fare alleanze celate, importante che la facciata sembri integra. Siete dei tracotanti del potere. Persino quando rispondete alle critiche vince il pensiero omologato, questi i vostri argomenti: “fango”, “invidia”, “abiura alle proprie idee politiche”. Siete antidemocratici: o con voi o contro di voi. Questa non è una battaglia ideologica, fra una sinistra e una destra dalla precisa linea identitaria, non una battaglia fra il nuovo e il vecchio, fra la continuità e la discontinuità. È una battaglia per la chiarezza e la coerenza, questa è la scelta. Dai gridate ancora: siamo il nuovo! Siete il nuovo? No, No, Non lo siete.
Patrizia Zangla