Concorsi truccati all’Università di Catania. Rettore sospeso, 40 docenti indagati. Anche di Messina…

28 Giugno 2019 Inchieste/Giudiziaria

Francesco Basile, rettore dell’Università di Catania, e altri nove docenti dell’ateneo siciliano sono accusati di associazione a delinquere finalizzati alla corruzione e alla turbativa d’asta. Secondo gli inquirenti il più alto dirigente e dell’ateneo e i vertici dei dipartimenti universitari avrebbero truccato dei concorsi pubblici dell’Università: sono quindi destinatari di un’ordinanza applicativa della sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio. La misura firmata dal giudice per le indagini preliminari, su delega della Procura di Catania, è stata eseguita dalla Polizia di Stato. A tutti gli indagati  – giunti stamattina in questura per la notifica del provvedimento – sono state fatte perquisizioni a casa, sequestrati i loro cellulari. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e affidata ai sostituti Bisogni, Vinciguerra e Di Stefano.

L’operazione, condotta dalla Digos, è stata denominata “Università Bandita”. Le indagini hanno permesso di accertare 27 concorsi truccati: di cui 17 per professore ordinario, 4 per professione associato e 6 per ricercatore. Sono in totale 40 i docenti iscritti nel registro degli indagati, provenienti dagli atenei di Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona. Questa mattina sono state eseguite 41 perquisizioni da parte degli agenti della Digos.

Francesco Basile è rettore dell’Università di Catania dal 2017. Sessantatré anni, da marzo del 2013 è stato presidente della Scuola “Facoltà di Medicina”, ed ha guidato anche l’Osservatorio regionale per la formazione medico-specialistica ed è stato preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dal 2008 al 2012.

Tra i nove professori indagati ci sono l’ex rettore Giacomo Pignataro, Giuseppe Sessa (Medicina), Filippo Drago (Medicina), Carmelo Monaco (Agraria), Giancarlo Magnano di San Lio (Filosofia), Giuseppe Barone (Scienze Politiche), Michela Maria Bernadetta Cavallaro (Economia), Giovanni Gallo (Matematica) e Roberto Pennisi (Giurisprudenza). A tutti gli indagati  – giunti stamattina in questura per la notifica del provvedimento – sono state fatte perquisizioni a casa, sequestrati i loro cellulari.

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