Salina, favoritismi e appalti truccati: 84 indagati nell’isola

31 Agosto 2019 Inchieste/Giudiziaria

di MANUELA MODICA – Imprenditori molto noti, amministratori attuali e vecchi, perfino un luogotenente dei carabinieri, l’ex direttore dell’Asp e la soprintendente: c’è tutto questo nel numero monstre di 84 indagati nell’inchiesta della procura di Barcellona Pozzo di Gotto. Procedure viziate da favoritismi: opere pubbliche, appalti, edilizia privata, tutto gestito illecitamente in due dei tre comuni di Salina, Malfa e Santa Marina. Nel lungo elenco dell’avviso di conclusione dell’indagine, notificato agli indagati c’è, per esempio, Giuseppe Caravaglio, capo dell’ufficio tecnico del Comune di Santa Marina, e fratello del patron dell’azienda vinicola omonima, il presidente della Saccne petroli, Tano Basile, e Daniela Virgona dell’impresa agricola nota per la produzione di malvasia.

Il sindaco di Santa Marina, Domenica Arabia e l’assessore di Malfa, Lorenzo Cincotta, nonché il presidente del consiglio comunale di Malfa, Mario Virgona. L’ex sindaco di Santa Marina, Massimo Lo Schiavo e l’ex sindaco di Leni, Antonio Podetti. C’è perfino la neo soprintendente di Messina, Mariella Vinci e l’ex comandante dei carabinieri di Santa Marina, Gimmi Stefani. Un’indagine dei carabinieri di Milazzo, partita nel 2014 a seguito di un esposto anonimo. Cinque anni di indagini che hanno portato alla contestazione adesso dell’associazione a delinquere per due comitati d’affari, che nei due comuni gestivano gare di appalto, concessioni edilizie, demolizioni e ricostruzioni di ruderi in danno della pubblica amministrazione. Oltre l’associazione a delinquere, sono contestati a vario titolo reati che vanno dall’abuso d’ufficio al falso, alla corruzione, al peculato, alla rivelazione di segreto d’ufficio.

Autorizzazioni edilizie per complessi turistici che in realtà erano villette private, controlli sanitari ritardati nei bar per favorire il titolare, soggiorni offerti in cambio di “pareri” favorevoli per opere urbanistiche, opere abusive mantenute grazie ad omissioni nei controlli. Un giro di favoritismi che ha viziato l’attività amministrativa dei due comuni di Salina documentati dai militari di Milazzo. L’inchiesta, coordinata dal pm Federica Paiola è arrivata a conclusione con le relative notifiche. La parola spetta adesso agli indagati che avranno circa un mese di tempo per presentare memorie o per chiedere l’interrogatorio di garanzia.