#FOTO e VIDEO – #DIRETTAFB – “SACCO DI FIUMEDINISI”. De Luca assolto in appello: resta sindaco di Messina

11 Settembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

Posted by stampalibera.it on Wednesday, September 11, 2019

 

DI EDG – Il sindaco di Messina Cateno De Luca è stato assolto in appello nel processo per il “sacco” di Fiumedinisi. Non scatta così la sospensione da sindaco di Messina.

Conferma sostanziale della sentenza di primo grado. È questo il verdetto della Corte d’appello nel processo sul “sacco” di Fiumedinisi che di fatto “salva” il sindaco di Messina Cateno De Luca. De Luca, in completo blu, ha atteso in silenzio la lettura della sentenza, arrivata alle 13.15, stringendo tra le mani un rosario. Al suo fianco la moglie, il legale Tommaso Micalizzi e alcuni familiari. Assente l’avvocato Carlo Taormina.

La decisione del giudice Maria Tindara Celi ha dunque giudicato inammissibile il ricorso della Procura contro l’assoluzione in primo grado nel novembre 2017 dalle accuse di abuso d’ufficio e falso sull’espansione edilizia, mentre la tentata concussione era caduta in prescrizione.

Posted by stampalibera.it on Wednesday, September 11, 2019

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La richiesta dell’accusa.

Quattro anni e quattro mesi di reclusione. Era stata questa la richiesta del sostituto procuratore generale Adriana Costabile in Corte d’Appello, al processo di secondo grado per il “sacco edilizio di Fiumedinisi”, per il sindaco di Messina Cateno De Luca, che in questo caso è imputato come ex sindaco di Fiumedinisi.

Il magistrato dell’accusa alla fine della sua requisitoria, nell’aprile scorso, aveva sollecitato poi la condanna del fratello del primo cittadino, Tindaro De Luca (detto Gino), a 3 anni e 8 mesi di reclusione, e la condanna a 2 anni e 8 mesi per l’allora presidente della Commissione edilizia del centro ionico, Benedetto Parisi.

Il processo vede imputate altre cinque persone (le qualifiche sono riferite all’epoca dei fatti, siamo nel 2011): il funzionario del Comune di Fiumedinisi Pietro D’Anna, Giuseppe Bertino (componente della giunta municipale di Fiumedinisi), Salvatore Piccolo (giunta comunale), e infine Grazia Rasconà (vicesindaco di Fiumedinisi). Si tratta solo di una parte degli imputati del processo di primo grado, che erano in tutto diciassette.

Il sostituto Pg Costabile aveva richiesto solo tre aggravamenti della pena rispetto alla sentenza di primo grado, con la riqualificazione di alcuni capi d’imputazione contestati.

L’indagine.

L’indagine sul ‘sacco edilizio di Fiumedinisi venne condotta nel 2011 dai carabinieri della Sezione di polizia giudiziaria della Procura. Ruota sui lavori finalizzati alla costruzione di un albergo con annesso centro benessere della società ‘Dioniso srl’, all’edificazione di 16 villette da parte della coop.