#FOTO – Cgil, Landini oggi a Messina. Mastroeni: “Dieci punti per il rilancio della città”. Landini: “Servono investimenti contro fuga dei giovani”

17 Settembre 2019 Politica

“I giovani sono le vittime maggiori della crisi italiana”. Ha esordito così il segretario generale della CGIL di Messina Giovanni Mastroeni durante l’incontro “Creare nuovo lavoro e sviluppo nel territorio, bloccare la fuga dei giovani” che ha accolto a Messina Maurizio Landini, segretario generale della CGIL.

“Serve un grande piano di investimenti partendo dal Sud che riduca le tasse per i lavoratori e i pensionati che saranno in piazza a novembre, lotti contro l’evasione fiscale e riduca le enormi diseguaglianze che in questi anni si sono realizzate. Accanto a questi punti centrali, vi sia poi una politica industriale che risolva le tante vertenze aperte, che sia rispettosa dell’ambiente, un rafforzamento delle politiche attive del lavoro e degli ammortizzatori sociali, la revisione dello sblocca cantieri, l’avvio dei lavori per le infrastrutture necessarie al Paese specie al Sud, un piano straordinario di occupazione nel lavoro pubblico, una modernizzazione della pubblica amministrazione e il rinnovo dei contratti del pubblico impiego”.

Mastroeni si è soffermato anche sulla situazione messinese: “La nostra realtà, e soprattutto la città, ha avuto un calo di 9,4 abitanti al giorno, la metà sono giovani, tutto questo porta ad una proiezione al 2050 di 200 mila residenti, nel marzo 2018 eravamo 231 mila la situazione è quindi drammatica, bisogna quindi ripristinare nel nostro territorio le condizioni minime di fiducia e di speranza perché si possa immaginare ancora un futuro per Messina sulle rive dello Stretto. Se non si ferma questa emorragia demografica, se le migliori intelligenze vanno a cercare fortuna altrove se non si crea un minimo di sviluppo e nuovo lavoro la città e il nostro territorio soffocheranno. Messina e la sua Provincia all’interno di una visione che coinvolge il Mezzogiorno vive una situazione caratterizzata da una disoccupazione di massa”.

Dieci i punti che, secondo la CGIL, possono risollevare le sorti della città: dallo sviluppo dello scalo di Tremestieri alla zona economica speciale, dell’agroalimentare al turismo, dal commercio all’edilizia, dal progetto Snai alle assunzioni nella pubblica amministrazione. Per fare tutto ciò il sindacato chiede che siano immediatamente convocati “gli stati generali della città metropolitana, un percorso unitario e collegiale che punti a superare il clima che per 14 mesi ha creato purtroppo per Messina il sindaco De Luca. Solo divisioni, spaccature, odio, blitz e altre sceneggiate varie, talvolta gravi, che non hanno risolto nulla dei drammatici problemi che aveva questa città, tranne avere creato con un aumento dei costi per la collettività tre nuove partecipate le cui funzioni sono un mistero per tutti”, ha concluso Mastroeni.

Lavoro e sviluppo nel Mezzogiorno, Landini: “Servono investimenti contro fuga dei giovani”

“Per contrastare la fuga di giovani nel Mezzogiorno si deve dare la possibilità a tutti di realizzarsi attraverso il lavoro. Per questo serve un piano straordinario di investimenti, sul piano delle infrastrutture come strade e ferrovie, asili, scuole, ospedali”.

A dirlo è Maurizio Landini, segretario generale nazionale della Cgil a Messina, durante il convegno organizzato dal sindacato al Royal Palace Hotel.

“Allo stesso tempo – aggiunge Landini – serve una seria politica industriale che metta al centro la salvaguardia dell’ambiente e l’idea di una riconversione ecologica dei sistemi produttivi. Credo sia questo il modo per affrontare la situazione e su questo serve anche un ruolo del governo nei rapporti con l’Europa. Serve infine che gli imprenditori riprendano a fare investimenti nel nostro paese”.

E ancora: “Penso che occorra una riforma fiscale nel nostro paese e i lavoratori dipendenti e i pensionati devono pagare meno tasse perché sono quelli che ne pagano di più. Ridurre il carico fiscale per lavoratori dipendenti e i pensionati – prosegue Landini – è un modo anche per aumentare le pensioni e gli stipendi ed è quello di cui si ha bisogno per aumentare i consumi. Il nostro paese deve poi combattere l’evasione fiscale perché l’Italia è il paese che ha il livello di lavoro nero, evasione fiscale, corruzione e intervento della malavita organizzata nell’economia più alto di tutta Europa”.

“E’ su questo che bisogna agire facendo delle scelte politiche che vadano in questa direzione – sottolinea -. Combattere l’evasione fiscale, la malavita organizzata e la corruzione è assolutamente possibile, sono scelte politiche che si devono fare”.

Il segretario  nazionale della Cgil spiega ancora, a proposito del Ponte sullo Stretto: “Bisogna avere un piano generale, perché avere un ponte su cui non passa nulla perché non costruisci niente o dove non ci sono altre infrastrutture, non mi pare una grande idea. Noi abbiamo bisogno invece – prosegue Landini – di un piano straordinario complessivo: l’Italia é una grande penisola al centro del Mediterraneo. Quindi il punto è se l’Italia può diventare per l’Europa e il Mediterraneo una piattaforma logistica, ma anche turistica e culturale. Quindi credo che prima di discutere di quali grandi opere bisogna avere un’idea precisa di quello che noi vogliamo sia L’Europa, l’Italia e il Mediterraneo nei prossimi 15-20 anni e da un certo punto di vista dobbiamo pensare a quello che è utile per rilanciare il paese avendo cura del territorio e rispetto dell’ambiente”.

Conclude Landini: “Ci auguriamo che con l’incontro che domani avremo con la presidenza del consiglio si possa aprire una discussione nuova per definire una legge di stabilità ma anche un programma di legislatura che affronti i temi che da mesi stiamo sostenendo. E’ chiaro che noi andiamo lì con la piattaforma sindacale che in questi mesi abbiamo sostenuto e che è la stessa che abbiamo presentato al governo precedente. Cambia il governo ma non la nostra piattaforma, le richieste sono sempre quelle vediamo se si apre strada nuova. Sicuramente ci aspettiamo che finalmente i governi capiscano che per cambiare il paese c’è bisogno di ripristinare un confronto vero con le associazioni e le organizzazioni che rappresentano i lavoratori e lavoratrici e le imprese. Non abbiamo governi amici o nemici, abbiamo chiesto a questo nuovo governo che a parole ha detto tante cose nuove un incontro, ora il momento dei fatti”.