VITE SPEZZATE: ECCO CHI ERA CLAUDIO PACI, IL MUSICISTA DI MILAZZO MORTO NELL’INCIDENTE SULL’AUTOSTRADA ME-PA

12 Dicembre 2019 Cronaca di Messina

Incidente mortale nella notte sull’autostrada Messina-Palermo. A perdere la vita un giovane di 30 anni, avrebbe compiuto 31 anni il prossimo 15 dicembre, Claudio Paci, musicista di Milazzo, che per cause ancora in corso di accertamento, si è schiantato con la sua auto, una Dacia Logan, ed è morto sul colpo.

L’impatto è avvenuto intorno alle 6.15 del mattino al chilometro 27,500 della A20 in direzione Palermo, all’altezza del Comune di Spadafora. Il 31enne era alla guida della sua Dacia Logan bianca, probabilmente a causare l’incidente è stato un colpo di sonno.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Villafranca Tirrena e la polizia stradale sottosezione Boccetta. Rallentamenti in autostrada nel tratto Rometta-Spadafora.

MA CHI ERA CLAUDIO PACI?

Percussionista, batterista e musicoterapeuta di Milazzo classe ‘88, sposato da poco, cresciuto nel mondo dell’arte suonava qualsiasi cosa avesse sotto le mani, appassionato dal mondo delle percussioni fin da piccolo.

Studia con diversi maestri di batteria come Stefano Sgrò e Max Parisi per poi dedicarsi allo studio della tecnica conguera delle percussioni afro-cubane e pop con il maestro della Rai Luca Scorziello.
Approfondisce diversi studi su particolari strumenti a percussione latini, orientali e siciliani popolari: congas, bongò, timbales, tamburi a cornice, djembè, berimbao, tabla, darbuka e tanti altri.
Suonatore di Hang Drum (disco Armonico), perfeziona diverse tecniche come quella cubana del palmo-dita con vari maestri del panorama musicale italiano, come la tecnica dei tamburi Batà con il maestro Panchito, la tecnica delle tabla indiane con il maestro Fulvio Farkas.
A febbraio 2018 si trasferisce a cuba per un mese dove intraprende diversi studi sulle percussioni afro-jazz, all’havana con il maestro rumbero Miki e nella regione di Guanabacoa con il re delle percussioni “Jose Luis Quintana detto Changuito”.
Inoltre partecipa a diversi seminari con percussionisti famosi come: Luis Conte, Arnaldo Vacca, Alfio Antico e tanti altri.
Diplomato alla triennale di Musicoterapia Psicodinamica di Milano partecipa a diversi seminari e master di specializzazione in musicoterapia e pedagogia musicale con diversi padri della terapia musicale e delle arti terapie in generale, nomi come O. Benenzon, P. Cerlati, F. Suvini, Manarolo ecc.
Consegue diversi diplomi e titoli di studio presso scuole internazionali di varie città italiane, come Milano, sul principio olistico del suono e delle vibrazioni di vari strumenti a percussione del mondo come: operatore del massaggio armonico con campane tibetane.
Ha studiato presso la Music Accademy di Reggio Calabria e al corso Preaccademico di Patti convenzionato con il Conservatorio di Messina.
Svolgeva il ruolo di musicoterapeuta presso il proprio studio privato e musicista con diversi cantautori italiani, gruppi siciliani, orchestre internazionali partecipando attivamente come turnista a registrazioni in studio ed eventi live, spaziando dal genere afro al pop fino al popolare-mediterraneo.
Ultimamente si dedicava anche alla sperimentazione di suoni elettronici creando anche un proprio stile come: il set misto batteria-percussioni-elettronica, hang drum con loop station e pattern ritmici creati con vari strumenti a percussione di culture musicali nettamente differenti, prendendo grandi spunti sonori da percussionisti della nostra storia musicale come Rosario Jermano, Tony Esposito e internazionali come “Papete”.
Con la band “Borgo Antico di Milazzo” fondata dal padre realizzano nel 2017 le colonne sonore per rai5 film nelle “novelle di L. Pirandello”.

A ricordare il talento e i sacrifici di Claudio è anche il noto musicista e cantautore Tony Canto che ha dedicato un commovente e arrabbiato post su Facebook che pubblichiamo di seguito:

Fare il musicista in Italia significa non avere nessuna protezione da parte dello Stato, significa rischiare in proprio il futuro tuo e della tua famiglia, e rischiare la vita spinti dalla passione sapendo che nessuno mai ti riconoscerà dei diritti, significa sentire chiacchiere dei politici di turno con i nostri soldi nelle loro tasche, significa perdere la vita a 30 anni come Claudio Paci, un bravissimo ragazzo talentuoso e dal cuore d’oro, questa mattina presto mentre tornava dalla calabria per una sessione di prove distrutto dalla stanchezza dopo attese di una nave che lo avrebbe portato a casa e ancora pochi chilometri dal suo letto, significa lasciare questa terra appena sposato. Tornare a casa dopo le prove perché non esiste un budget per poter rimanere a dormire fuori, non esiste un sussidio, un riconoscimento, come in molti paesi civili. La morte di Claudio mi addolora profondamente e vorrei che non rimanesse un incidente ma che fosse un martirio da cui possa partire la ribellione di tutti noi che facciamo questo mestiere cercando la bellezza in un pantano di bruttezza e di arroganza.
Claudietto dolce rimarrai nei cuori di tutti.

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