IL PROCESSO BETA: “All’assessorato era tutto a posto”. Parola dell’ingegnere Sergio De Cola

27 Dicembre 2019 Inchieste/Giudiziaria

di Antonio Mazzeo - Nessuna illecita pressione da parte di chicchessia, né l’evidenza di anomali comportamenti da parte di dirigenti o funzionari nella gestione delle attività dell’assessorato all’urbanistica. Lo ha dichiarato l’ex assessore comunale della Giunta Accorinti, l’ingegnere Sergio De Cola (foto), nel corso della sua deposizione come teste al processo antimafia Beta sulla presunta infiltrazione della famiglia Romeo-Santapaola nel tessuto socio-economico e amministrativo della città di Messina. Mai un appunto, in particolare, è stato lamentato dall’ex amministratore relativamente all’operato dell’ingegnere Raffaele Cucinotta, ritenuto dagli inquirenti come il funzionario comunale di riferimento dell’imprenditore milazzese Biagio Grasso per tentare di condizionare a favore del gruppo criminale l’esito del bando per l’acquisto di immobili da destinare ad alloggi popolari a Fondo Fucile e, magari, sponsorizzare in assessorato alcuni ambiziosi progetti di costruzione: immobili e uffici nel parcheggio-fosso di Via La Farina, un centro commerciale presso l’ex stabilimento Sanderson di Pistunina, finanche un macchinoso ma redditizio trasferimento di volumi-cubature dall’area ad alto rischio idrogeologico di Torrente Trapani ad una ex fabbrica della centrale via Salandra. E cosa di non poco conto, l’ingegnere Sergio De Cola ha pure sollevato fortissime perplessità sulla stessa fattibilità progettuale di queste presunte aspirazioni speculative che l’accusa avrebbe ricondotto alla famiglia mafiosa dei Romeo-Santapaola.

L’esame del teste da parte del Pubblico Ministero, la dottoressa Liliana Todaro, si è aperto con una gaffe. “Intanto volevo sapere se lei ha, tra gli anni 2015 e 2017, svolto delle funzioni, degli incarichi pubblici, per il Comune di Messina”, ha domandato la magistrata.

Sergio De Cola: No.

PM: No? Lei non era assessore al Comune di Messina?

De Cola: Ah, come assessore? Pensavo come professionista.

PM: No, no.

De Cola: Come assessore, certamente.

PM: In che periodo ha svolto questa sua attività?

De Cola: Io sono stato assessore con la Giunta Accorinti, quindi dal giugno 2013 al giugno 2018. Avevo numerose deleghe. Sono stato per tutto il periodo assessore ai lavori pubblici, alle politiche del territorio; fino alla fine del 2014 sono stato anche assessore alle politiche della casa e dalla fine del 2014 assessore all’innovazione tecnologica e ai rapporti con il consiglio.

PM: Nel corso del periodo in cui lei ha svolto questo incarico di assessore ha conosciuto un tale Grasso Biagio?

De Cola: Io credo di averlo incontrato in un paio di occasioni perché questa persona venne ad incontrarmi nella mia stanza, nel mio ufficio ai lavori pubblici.

PM: Può riferire in che occasione? Se è venuto da solo, se è stato accompagnato da qualcuno e qual era l’oggetto dell’incontro?

De Cola: Io ho ricordo di due incontri. Il primo fu nel 2014 quando l’amministrazione decise di provare ad acquistare le case per gli alloggi sociali anziché farle costruire allo IACP. Quindi fu fatto un bando pubblico, vennero tantissime persone a parlarmi delle loro case, di vendere, eccetera, eccetera, e venne anche questo signore che fu accompagnato dall’ingegnere Cucinotta…

PM: Mi scusi, l’ingegnere Cucinotta all’epoca che ruolo aveva all’interno del Comune di Messina?

De Cola: L’ingegnere Cucinotta lavorava al dipartimento politiche del territorio. Se non sbaglio era il responsabile del servizio urbanistica. E niente, lui, come tante altre persone mi disse che loro avevano appartamenti, immobili da proporre in vendita e io dissi: Benissimo, c’è il bando, fate riferimento al bando, proponeteli, se c’era un meccanismo di punteggio degli alloggi in funzione della distanza da Fondo Fucile, perché l’obiettivo era quello di comprare alloggi per tentare di sbaraccare Fondo Fucile, quindi venivano premiati gli alloggi più vicini, poi gli alloggi più nuovi; insomma c’era un meccanismo di punteggio che veniva assegnato.

PM: Parliamo intanto di questo primo incontro. Quanto meno se può descrivere un po’ i particolari di questo incontro, se venne preannunciato, se è stato un incontro in qualche modo… Come si è svolto, se lo può descrivere.

De Cola: E’ stato un incontro come tutti gli incontri, le persone telefonavano in segreteria, prendevano appuntamento….

PM: In questo caso Grasso Biagio ha telefonato in segreteria, ha preso l’appuntamento?

De Cola: Probabilmente quella volta me lo chiese Raffaele, l’ingegnere Cucinotta… Mi disse che sarebbe venuto con una persona, che voleva proporre degli alloggi, delle cose… Ho detto: Va be’, venite!

PM: Ma qual era l’oggetto? Che cosa le disse l’ingegnere Cucinotta? Perché le preannunciò la visita del signor Grasso? Qual era l’interesse?

De Cola: Questo non lo so, io ricevevo sempre tutte le persone che volevano appuntamento con me per parlare di qualunque tema… In quel periodo parlai con moltissime persone che proponevano alloggi in vendita, probabilmente era una persona che Raffaele conosceva, che l’ingegnere Cucinotta, scusate, conosceva. Cucinotta non mi diede una spiegazione particolare.

PM: Ma l’ingegnere Cucinotta le portò altre persone che avevano interesse a questa vicenda degli acquisti degli alloggi di Fondo Fucile oltre al signor Grasso?

De Cola: Mi sembra di no. Mi sembra di ricordare… No, direi di no.

PM: Che cosa le chiese il Grasso e che cosa le disse anche il Cucinotta in quell’occasione?

De Cola: L’ingegnere Cucinotta non mi disse quasi nulla.

PM: Ma era presente all’incontro?

De Cola: Sì, mi ricordo che entrò nella mia stanza, mi disse che c’era questo imprenditore… Che era un imprenditore che operava su Messina, avevano degli appartamenti nella zona per la quale l’amministrazione aveva dimostrato interesse. Questo signore mi disse che loro avevano questi appartamenti nuovi che rispondevano in toto alle richieste del bando. Io dissi: Benissimo.

PM: Ma lei che cosa avrebbe dovuto fare? Perché sono venuti a parlare con lei?

De Cola: Ma non lo so, io non avrei dovuto fare assolutamente nulla perché c’era un bando pubblico e quindi… Poi gli uffici fecero tutta la graduatoria così com’era previsto nel bando assegnando i punteggi secondo quel meccanismo. Io non dovevo fare assolutamente nulla.

PM: Al di là di quello che lei ha fatto o non ha fatto, non è questa la domanda, se le è stato chiesto, in qualche modo di agevolare questa persona che è venuta accompagnata dall’ingegner Cucinotta?

De Cola: No, non mi è stato chiesto di agevolarla… Io ricordo che questa persona, anche come altri, disse: Stiamo stretti nei tempi perché le case sono finite però ancora non abbiamo l’abitabilità, ormai si chiama agibilità…. Ho detto: Guardate, se voi dovreste rientrare nella graduatoria utile tra gli alloggi che verranno acquistati, l’importante che quando si deve fare il rogito sia tutto in ordine.

PM: Quindi le è stato chiesto un differimento dei termini, una proroga?

De Cola: No, no, in quell’occasione no, in quell’occasione no.

PM: E in altre occasioni?

De Cola: Ci fu su questo tema degli alloggi sociali che è un tema, diciamo, sempre all’attenzione di chi fa politica a Messina perché è una piaga della città, ci fu una riunione della quarta commissione che appunto si occupa di urbanistica e di politica dell’abitare, in cui si parlò di questo bando che noi avevamo fatto e ricordo che alcuni consiglieri comunali che facevano parte della commissione chiesero di allungare i tempi perché i tempi che noi avevamo dato, a loro dire, erano molto stretti.

PM: E questo quando avvenne?

De Cola: Siamo nella primavera/estate del 2014 più o meno; mi ricordo che era febbraio/marzo, la prima delibera, quella con cui abbiamo stabilito di fare questa evidenza pubblica per acquistare gli alloggi. Poi avevamo dato un mese, mi sembra, per presentare le domande, e poi nacque questa esigenza di posticipare un po’ sia su richiesta dei consiglieri sia anche su richiesta di molte persone che venivano a parlare. Dicevano: Noi ci siamo, però abbiamo bisogno ancora due settimane – non so – per la certificazione dell’impianto elettrico piuttosto che per chiudere una pratica.

PM: Per cui vennero prorogati questi termini?

De Cola: Vennero prorogati, a memoria, di un mese.

PM: Ma Grasso in questa occasione venne nuovamente da lei per chiedere questa proroga dei termini?

De Cola: No, no, non venne, venne solo una volta per questo tema.

PM: Invece lo ha incontrato anche in altre occasioni?

De Cola: Io ricordo di averlo incontrato nuovamente sempre con l’ingegnere Cucinotta che mi chiese di incontrare questa persona che, come imprenditore, voleva fare una proposta di project financing sul così detto Fosso di via La Farina. Io avevo avuto tre o quattro incontri in quel periodo su questa storia del Fosso e anche con questa persona che disse che loro erano interessati a fare una proposta di project, dicevano che volevano fare parcheggi, uffici. Ho detto: Guarda, c’è una normativa specifica in materia, seguitela, presentate la vostra proposta nei termini dovuti e noi cercheremo di rispondervi.

PM: Ma perché vennero da lei? Qual era lo scopo di questo ulteriore incontro?

De Cola: Immagino che un imprenditore che voglia fare una proposta sicuramente grossa, di molti milioni di euro, in pieno centro città, magari va a parlare con un amministratore per capire se ci sono motivi ostativi… Ma da parte nostra non c’era nessun motivo ostativo, cioè vennero più persone a parlare del Fosso, vennero professionisti, vennero altri imprenditori… Io a tutti dissi: Presentate la vostra proposta e noi la valuteremo. Però nessuno presentò mai nulla, neanche questo signor Grasso.

PM: Ma era presente anche a questo secondo incontro l’ingegnere Cucinotta?

De Cola: Sì, sì, era presente.

PM: Ma intervenne in qualche modo nella conversazione l’ingegnere Cucinotta o con il Grasso le chiesero, appunto, al di là di informazioni generali, anche in questo caso di avere agevolazioni?

De Cola: No, no, non mi fu chiesto… Agevolazioni no, mi ricordo che allora si parlò più o meno di questa idea.. Mi ricordo anzi che dissero che loro potevano garantire, come dire, una firma come architetto di grande rinomanza, sarebbe stata una cosa che avrebbe dato prestigio alla città… No, però non fu chiesto un favore, non fu chiesto nulla di particolare.

PM: Ci sono state altre occasioni di incontro con Grasso?

De Cola: No, ricordo queste due e basta.

PM: Ma poi lei con Cucinotta ebbe modo di parlare di queste due vicende, cioè degli acquisti degli alloggi di Fondo Fucile e del parcheggio di via La Farina? Avete in qualche modo commentato?

De Cola: Intanto devo dire che io parlavo molto spesso con l’ingegnere Cucinotta perché lui era responsabile di un servizio molto importante per cui era normale avere per me un’interlocuzione con lui su tanti temi. Ricordo che abbiamo fatto qualche volta qualche ragionamento insieme, poi questa storia del project di via La Farina… Però così, a livello di chiacchiere, mentre delle case, degli alloggi non ne parlammo mai. Mai, anche perché tutto il procedimento per l’acquisto degli alloggi era incardinato in un altro dipartimento che era quello per le politiche della casa dove Raffaele non lavorava. In realtà lui era un po’ fuori piazza rispetto al tema. Il dirigente del dipartimento che si occupava era l’architetto Maria Canale.

PM: Lei conosce l’architetto Parlato? (Salvatore Parlato, ex funzionario del settore Urbanistica del Comune di Messina, condannato a un anno in primo grado, lo scorso giugno, al processo abbreviato Beta due proprio relativamente all’affaire degli alloggi di Fondo Fucile, NdA).

De Cola: Certo.

PM: Riguardo in particolare agli acquisti degli alloggi di Fondo Fucile, lei sa se ha avuto un ruolo all’interno di questa vicenda?

De Cola: Sì, ricordo bene che una volta chiuso il bando, quindi ricevute le offerte da parte dei privati che proponevano i loro alloggi in vendita, fu fatto una specie di piccolo gruppo di lavoro, ricordo quattro persone… Una di queste quattro era l’architetto Parlato. Esse dovevano vagliare queste offerte e verificare che fossero in ordine, che rispettassero quanto richiesto dal bando. L’architetto Canale suddivise il lavoro tra queste persone e loro fecero delle schede. Ho partecipato a qualche riunione perché cercavo un po’ di sollecitare l’iter. Quindi ricordo bene questi incontri in cui, appunto, loro portavano queste schede, ne avevano fatte una, due, ne dovevano fare ancora tre, quindi questo è il tipo di lavoro.

PM: Quando Grasso venne a parlare con lei di questi progetti, le disse se lui era un imprenditore che era in società con qualcun altro, con chi aveva intenzione di realizzare questo affare?

De Cola: Mi disse che era un imprenditore, che lavorava su Messina, che erano interessati a fare delle cose, però non mi disse con chi, né se la sua società…

Giudice a latere dott.ssa Letteria Silipigni: Erano interessati chi? Ha parlato al plurale lei…

De Cola: Lui parlava sempre di società, di un gruppo, però non mi disse mai i nomi… Lui mi disse che era un imprenditore, che aveva un gruppo di persone che lavorava con lui.

L’interrogatorio si è poi indirizzato ad un altro tema-chiave sui presunti interessi del gruppo criminale dei Romeo-Santapaola, quello relativo alla realizzazione (semifallita) di alcuni complessi residenziali nell’area di Torrente Trapani alta.

PM: Lei si è occupato anche, nella qualità di assessore, della vicenda della realizzazione di immobili sul torrente Trapani? Ha avuto occasione di occuparsi di questo progetto immobiliare?

De Cola: Sì, sì, assolutamente sì.

PM: I soggetti di cui stiamo parlando adesso, l’ingegnere Cucinotta, Grasso Biagio, le risulta che si siano interessati a questo progetto edilizio?

De Cola: Io mi sono interessato all’enorme problema del torrente Trapani… Diciamo che io l’ho preso in una fase finale, era già tutto fatto, il Magistrato aveva già dichiarato illegittimo il piano di lottizzazione e quindi tutte le concessioni a valle del piano… E quindi c’era in atto questa tragedia, ricordo c’erano ottanta famiglie che abitavano in case che non erano più loro. Quindi fecero una serie di incontri e di riunioni con gli imprenditori, con gli abitanti, con gli acquirenti di queste case e mi ricordo che andai anche una volta a Palermo a cercare soluzioni insieme con l’Assessorato al territorio ambiente, che non si trovarono purtroppo. Però non ricordo la presenza dell’ingegnere Cucinotta… No, in quelle riunioni no. C’erano altri tecnici di politica del territorio, c’era l’ingegnere Marmino (Francesco Marmino, funzionario del Dipartimento del Comune di Messina, NdA), mi ricordo che faceva parte anche lui un po’ di questo tavolo tecnico che avevamo messo insieme. Mi ricordo che uno o due volte venne anche Salvatore Parlato, però l’ingegnere Cucinotta mi pare non ci fosse.

PM: E degli imprenditori chi ricorda? Le ditte costruttrici?

De Cola: Io ricordo che venne uno degli imprenditori che realizzava, mi scuso ma non ricordo il nome, perché, diciamo, si concordò così, per le vie brevi quella che era una possibile soluzione che poi portammo avanti come ragionamento e andammo a proporre a Palermo. La soluzione era non fare più nulla cioè abbandonare la metà della lottizzazione, mettere in sicurezza tutto quello che c’era e ripresentare un piano di lottizzazione che fotografasse l’esistente per consentire alle persone che avevano comprato casa di non perdere la proprietà.

PM: Ma lei si occupò anche del possibile spostamento di cubatura dell’area del torrente Trapani?

De Cola: No, no.

PM: Ma ne ha sentito parlare nel corso della sua attività?

De Cola: Ne ho sentito parlare ma non me ne sono mai occupato perché non credevo, per altro, che fosse una cosa da fare.

PM: Ma sa se se ne è occupato qualcun altro, se è una cosa di cui si è parlato concretamente all’interno degli organi comunali?

De Cola: In quel periodo, mentre io sono stato assessore direi di no, almeno non che io sappia… A meno che non siano state fatte delle discussioni non ufficiali, non alla presenza dell’assessore. A me non risulta che si sia parlato di questo ma la condizione era tale che era veramente difficile pensare a questa discussione.

PM: Ma perché?

De Cola: Perché lì il Magistrato aveva dichiarato illegittimo a seguito di una perizia tecnica tutto quello che era stato fatto quindi non c’era più il piano di lottizzazione, non c’erano più le concessioni edilizie, quindi anche se per ipotesi, secondo me assurda, qualcuno avrebbe voluto pensare di spostare quella volumetria, come si spostava una volumetria che non esisteva? Un po’ strana come logica da seguire…

PM: Infatti la domanda era se comunque se ne parlò nei tavoli tecnici…

De Cola: Forse non sono stato chiaro. Io ho partecipato a dei tavoli perché molte delle persone che abitavano in queste case vennero da me a dire: Noi siamo disperati, non sappiamo come fare, aiutateci, perdiamo la casa. Stiamo parlando di impiegati che si erano fatti un mutuo, avevano acquistato una casa, adesso pagavano il mutuo perché la banca voleva i soldi e loro non avevano più la casa, quindi situazioni veramente tragiche. E quindi cercammo di capire, mettemmo assieme questo tavolo in cui c’erano un po’ di tecnici del comune, i rappresentanti dei vari condomini e i vari imprenditori che si dichiararono pure disponibili a non fare più nulla di quanto previsto cioè della metà circa e di fare la messa in sicurezza di tutto.

PM: Lei non ricorda chi erano questi imprenditori?

De Cola: Io sinceramente il nome non lo ricordo però credo che ci siano dei verbali fatti di queste riunioni per cui probabilmente si possono recuperare.

PM: Però Grasso non se lo ricorda?

De Cola: No, direi di no.

Concluso l’esame del Pubblico ministero, dottoressa Liliana Todaro, l’ineggenere Sergio de Cola è stato controesaminato dall’avvocato Salvatore Silvestro, difensore dell’imputato Raffaele Cucinotta.

Avv. Silvestro: Lei, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero, ha detto di conoscere Grasso Biagio. Può riferire al Tribunale quando l’ha conosciuto, cioè quando lei ha saputo e se lo ha saputo in che contesto che quella persona era Grasso Biagio?

De Cola: Io ho incontrato questa persona nelle occasioni che ho detto prima… Poi ho appreso dai giornali quando c’è stata tutta l’inchiesta che questa persona era quella che era venuta a parlare con me.

Avv. Silvestro: Ma questo perché lei ha letto le dichiarazioni di questo signore che ha assunto di essere venuto a parlare con lei?

De Cola: Lui ha detto che si era incontrato con me (…) Probabilmente scavando in qualche agenda trovo pure il nome perché la segreteria quando prendeva gli appuntamenti comunque prendeva un appunto… Si potrebbe anche ritrovare, e poi, diciamo, ho saputo dall’evolversi di questa inchiesta che era questo signor Biagio Grasso….

Avv. Silvestro: Lei, sentito il 28 maggio del 2018 in Messina dagli ufficiali di polizia giudiziaria del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei carabinieri, NdA), testualmente riferisce: Non conosco Grasso Biagio. Ricordo di aver incontrato una persona nel periodo in cui ero assessore con delega al risanamento che si accompagnava assieme a Cucinotta Raffaele in occasione della pubblicazione di un bando. Lei oggi a domanda del Pubblico Ministero che le ha chiesto: Conosce Grasso Biagio?, risponde. Sì, è quella persona con cui…. Ora io le dico: dal 2018 ad ora che cosa è cambiato nelle sue conoscenze?

De Cola: No, nelle mie conoscenze non è cambiato assolutamente nulla. Però non posso ignorare di aver letto giornali, visto fotografie.

Avv. Silvestro: Quindi lei associa quella persona che era con l’ingegnere Cucinotta da quello che ha letto nei giornali?

De Cola: Sì… Quando sono stato interrogato dai Carabinieri, adesso io non ho, come lei sa, questo verbale, loro stessi mi dissero: C’era il signor Biagio Grasso

Avv. Silvestro: Le esibirono delle foto? Effettuaste un verbale di individuazione fotografica?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: In quel periodo qualche consigliere comunale, qualche altro funzionario del Comune accompagnò imprenditori da lei o, per quello che lei sa, da altri assessori per metterli in contatto, per capire come funzionava questo bando?

De Cola: In quel periodo vennero da me molte persone… Vennero agenzie immobiliari, proprietari di singoli appartamenti, proprietari di interi stabili, perché siccome era un formula un po’ innovativa, volevano essere sicuri di poter proporre i loro immobili.

Avv. Silvestro: Lo stesso anche per quel progetto di Project financing del Fosso di Via La Farina?

De Cola: Sì, ebbi almeno tre o quattro incontri. Sì, con altre persone, con altri soggetti…

Avv. Silvestro: Ricorda dove si è sviluppato quell’incontro?

De Cola: Sì, nella mia stanza a palazzo Zanca.

Avv. Silvestro: Ricorda se è stato un incontro programmato o è stato un incontro causale e poi vi siete recati nella stanza?

De Cola: Casuale non credo perché gli incastri degli appuntamenti erano sempre abbastanza complessi da gestire quindi sicuramente ci sarà stato un accordo con la segreteria o con me direttamente tramite l’ingegnere Cucinotta.

Avv. Silvestro: L’ingegnere Cucinotta era presente in tutte e due le occasioni?

De Cola: Sì, io ricordo di sì.

Avv. Silvestro: L’ingegnere Cucinotta, in occasione di tutti quegli incontri a cui lei ha fatto riferimento, tavoli tecnici, ecc., le chiese mai un interessamento o comunque notizie circa la procedura di assegnazione degli alloggi?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: Le chiese se il Comune aveva altri interessi sul Fosso di via La Farina in contrasto con quelli che magari poteva avere quel signore con cui si accompagnava?

De Cola: No, l’ingegnere Cucinotta non mi chiese mai nulla, soprattutto per gli alloggi perché poi, per il Fosso di via La Farina, essendo lui un funzionario molto esperto del dipartimento urbanistico conosceva perfettamente le problematiche dell’area.

Avv. Silvestro: Quindi non manifestò mai alcun interessamento particolare? Non le fece mai nessuna pressione?

De Cola: No, assolutamente.

(…)

Avv. Silvestro: Si ricorda da quanto tempo lavorava l’ingegnere Cucinotta al Dipartimento politiche del territorio?

De Cola: Non lo so, credo da tantissimi anni… Da molto prima che arrivassi io come assessore.

Avv. Silvestro: Si ricorda la qualifica che rivestiva?

De Cola: Lui era responsabile del servizio urbanistica, se non sbaglio. Non ricordo esattamente la dizione del servizio, però era il servizio che seguiva proprio i Piani.

Avv. Silvestro: Aveva autonomia decisionale?

De Cola: No, era un funzionario. I dipartimenti sono organizzati che i vari servizi, attraverso il capo servizio e i funzionari, portano le proposte, gli atti alla firma del dirigente, che comunque è il responsabile.

Avv. Silvestro: Per quello che le risulta, il dipartimento politiche del territorio presso cui era addetto l’ingegnere Cucinotta aveva competenze per il rilascio di concessioni edilizie e per gli oneri concessori?

De Cola: No, concessioni edilizie no. Gli oneri concessori venivano trattati dal dipartimento edilizia privata che è un altro dipartimento, rispetto al quale l’ingegnere Cucinotta non aveva alcuna competenza. E’ da dire che i due dipartimenti praticamente sono molto vicini perché edilizia privata e urbanistica trattano materia in tutto simile. Anche fisicamente… Uno era al primo piano del Dante Alighieri e l’altro era al pianoterra.

Avv. Silvestro: Il dipartimento politiche del territorio aveva competenza sui progetti di finanza?

De Cola: No. Il project financing è un progetto di finanza, una delle modalità previste dalle norme vigenti per realizzare opere pubbliche con denaro privato. Quindi direi che andava incardinato probabilmente ai lavori pubblici; se fosse arrivata una proposta sarebbe andata ai lavori pubblici.

Avv. Silvestro: Invece per quanto riguarda i programmi complessi, i programmi di recupero urbano come quelli a cui ha fatto riferimento rispondendo a qualche domanda del Pubblico Ministero, qual era il dipartimento che aveva le competenze specifiche? Si occupava il dipartimento politiche del territorio?

De Cola: I programmi complessi era un ufficio che esisteva quando noi siamo arrivati e noi lo abbiamo smantellato perché ritenevamo che non fosse utile. Il personale che c’era in quell’ufficio è andato in parte ai lavori pubblici, in parte in altri dipartimenti.

Avv. Silvestro: Chi era il dirigente?

De Cola: Il dirigenti di programmi complessi? Non lo ricordo perché, lo ripeto, noi lo smontammo quando arrivammo.

Avv. Silvestro: I programmi di recupero urbano?

De Cola: I programmi di recupero urbano è un termine molto ampio…

Avv. Silvestro: Nella sua ampiezza…

De Cola: No, non so bene a cosa lei si riferisca. Un programma di recupero urbano è un qualcosa che deve interessare la pianificazione e quindi passare per la pianificazione sicuramente. Probabilmente lei fa riferimento ai cosiddetti Piani di risanamento… In quanto tali, essi stavano al dipartimento politiche del territorio che li vagliava, li approvava e andavano avanti…

Avv. Silvestro: Per quanto riguarda le procedure per gli alloggi popolari, l’ingegnere Cucinotta aveva qualche competenza?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: Lei ricorda come è nata e si è sviluppata nel 2014 la procedura di acquisto degli alloggi popolari?

De Cola: Sì, certo che lo ricordo. Nasce dal fatto che noi osservammo che gli alloggi realizzati dallo IACP hanno dei costi incredibilmente alti, infinitamente più cari di qualunque alloggio si possa andare a comprare sul mercato e allora questa considerazione, associata a quella che la città di Messina è stata devastata dal PRG ancora vigente, una città surdimensionata nel suo dimensionamento di vani (infatti la città è piena di vendesi, affittasi, sono tutti vani vuoti e resteranno vuoti), abbiamo detto: Anziché costruire degli altri alloggi che peraltro ci costano un botto, proviamo a comprare sul mercato, vediamo se ci riusciamo. Nacque questa idea, facemmo un po’ di battaglie alla Regione perché all’inizio l’assessorato regionale non voleva concederci l’utilizzo dei fondi sulla legge 10/90 con cui facemmo quel bando… Poi si convinsero e partì il bando. Il dipartimento che aveva la competenza su questa procedura era Politica della casa. L’architetto Maria Canale era il dirigente.

Avv. Silvestro: Lei ha già riferito che non aveva nessuna competenza l’ingegnere Cucinotta su queste procedure di alloggi popolari. Ma anche da non competente o da abusivo o da estraneo ha mai partecipato in qualche modo a questa procedura? Lei lo ha mai visto presente a qualche tavolo o qualcuno le ha detto della presenza dell’ingegnere Cucinotta?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: Quando nasce l’esigenza di individuare alcuni tecnici per effettuare la costituzione di quel gruppo di lavoro che doveva vagliare le offerte, l’ingegnere Cucinotta le chiese mai di farne parte?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: Sa se lo chiese a qualcuno?

De Cola: Questo non lo so, che io sappia no, però… Non a me.

Avv. Silvestro: Lei ha avuto modo di verificare l’offerta concretamente formulata o rappresentata dalla società Parco delle Felci?

De Cola: Ovviamente no. Ricordo che era una palazzina con numerosi alloggi, che era vicina all’area di interesse e che erano alloggi nuovi…

Avv. Silvestro: Ma erano tutti o erano soltanto una parte?

De Cola: Questo non lo ricordo. Non sono mai entrato in un dettaglio tecnico di questo tipo, non era mio compito.

Avv. Silvestro: Per la procedura di gara potevano essere offerti anche alloggi in corso di costruzione?

De Cola: Potevano essere offerti alloggi che dovevano essere però totalmente completati e con agibilità entro un certo limite temporale.

Avv. Silvestro: Erano sei mesi dalla presentazione delle offerte?

De Cola: Non lo ricordo. Sicuramente sarà scritto nel bando. C’è un motivo, diciamo. Il motivo è che a Messina, molto spesso, sono stati fatti dei finti bandi per acquistare case che non erano neanche tracciate per poi essere costruite e dopo aver fatto l’accordo furono costruite e comprate. Allora noi, per evitare tutto ciò, abbiamo detto: A noi non interessa nulla. Perché vennero anche questi signori che volevano proporre le case sulla carta e dicono: Voi le comprate, noi ve le costruiamo al prezzo che volete. Dissi: Noi facciamo un bando perché non vogliamo fare volumi nuovi perché riteniamo che in città ce ne siano già troppi. La ratio era questa. Non entro nel merito di qual è lo stato dell’alloggio che il privato vuole vendere all’amministrazione però entro nel merito della data: la casa la devi costruire ma sei un mago e in tre mesi ce la fai? Bene, se riesci…

Avv. Silvestro: Al di là di questa proroga generalizzata che riguardava praticamente tutti, lei sa se fu mai avanzata una richiesta di proroga da parte del singolo offerente, ad esempio Parco delle Felci?

De Cola: Che io sappia no. Comunque non avrebbero dovuto versarla a me ma, a limite, al dipartimento.

Avv. Silvestro: Lei lo avrebbe saputo?

De Cola: Probabilmente sì. Col dirigente generalmente ci rapportavamo sempre, cercavamo di seguire in sintonia l’iniziativa.

Avv. Silvestro: Quando nasce l’esigenza della costituzione di quel tavolo tecnico o di quel gruppo di lavoro a cui lei ha fatto riferimento? Dei tecnici che dovevano vagliare le offerte d’acquisto delle case?

De Cola: Una volta che si è concluso il periodo per ricevere le offerte, queste furono intanto guardate un po’ così dal dipartimento dopodiché, siccome bisognava verificare che quanto dichiarato dai privati fosse rispondente alla verità e quindi siccome erano tante, nacque un problema perché il dipartimento era, come sempre, sotto organico e quindi chiedemmo aiuto ad altri dipartimenti dove c’erano tecnici. Venne Salvatore Parlato proveniente dall’edilizia privata, l’architetto Reale da politiche del territorio, poi c’era il geometra Sangiorgi che lavorava in quel dipartimento e c’era anche, mi sembra, l’architetto Corace da lavori pubblici. Come dire, per avere un po’ più forza lavoro per verificare le offerte.

Avv. Silvestro: Verificare la congruità delle offerte, la rispondenza ai criteri del bando o perché erano anche pervenute tantissime offerte?

De Cola: Ne erano pervenute tante, non tantissime. Per verificare la correttezza sia tecnica che amministrativa, cioè l’alloggio deve avere un servizio igienico dotato di… Quindi bisogna andare a fare un sopralluogo, deve essere di tot metri quadri, è così o non è così? E poi anche l’offerta… Siccome comunque queste case per noi erano alloggi sociali, il loro costo è regolamentato e quindi gli offerenti avrebbero dovuto basarsi sulla norma per fare la loro offerta, non è che potevano dire duemila euro a metro quadro, mille euro a metro quadro. Quindi era stato fatto anche questo riscontro. Ricordo anche che a qualcuno dei soggetti che aveva presentato offerta fu detto: Guarda che la tua offerta è troppo alta, te l’abbassiamo. Il singolo tecnico che effettuava il sopralluogo doveva verificare intanto la rispondenza dell’offerta, perché loro offrivano una planimetria, una piantina: risponde, non risponde e poi controllare anche la stima.

Avv. Silvestro: L’istruttoria quindi da chi fu seguita? Se ne occupò, sempre il dipartimento politiche della casa?

De Cola: Sempre il dipartimento politiche della casa che si avvalse dell’apporto di alcuni tecnici di altri dipartimenti.

Avv. Silvestro: Sempre con un Cucinotta assolutamente non interessato…

De Cola: No, l’ingegnere Cucinotta non fece parte di questo gruppo di lavoro.

(…)

Avv. Silvestro: Senta, al fine di dipanare qualche equivoco che potrebbe insorgere, l’architetto Parlato e l’ingegnere Cucinotta facevano parte dello stesso dipartimento?

De Cola: No, l’architetto Parlato all’inizio stava al patrimonio e poi fu trasferito all’edilizia privata, mentre l’ingegnere Cucinotta per tutto il periodo stava a politiche del territorio. Erano in due dipartimenti diversi.

Avv. Silvestro: L’architetto Parlato, quindi, per tutta la fase anteriore alla presentazione delle offerte e alla scadenza del termine, non ha avuto nessuna competenza…

De Cola: E’ così.

Avv. Silvestro: Ma queste offerte degli immobili come avvenivano concretamente? Erano in busta chiusa?

De Cola: Forse sì, non lo so sinceramente come venivano fatti ma non credo, non c’era motivo, non c’era una gara anche perché gli alloggi venivano acquistati non per il prezzo ma per il punteggio. Nel bando era descritto un meccanismo di punteggio cioè ti do 10 punti se sei molto vicino, 9 se sei più lontano, 8 se sei più lontano. Quindi io ti do 8 punti se l’alloggio è nuovo, sette se ha vent’anni… Ora io sto semplificando, c’era un meccanismo di punteggio e poi veniva fuori un numero.

Avv. Silvestro: Possiamo dire che non è stata istituita neanche una commissione di gara perché non c’è stata una vera e propria gara?

De Cola: Non c’era una gara. Era una richiesta di acquisto. C’era un bando pubblico che chiedeva alloggi da comprare.

Avv. Silvestro: Lei conosce o ha conosciuto l’ingegnere Cosimo Polizzi?

De Cola: Polizzi? No.

Avv. Silvestro: Quindi è inutile che le chieda se l’ingegnere Cosimo Polizzi ha svolto il ruolo di consulente tecnico esterno del Comune in questo periodo?

De Cola: Con i miei assessorati? No, che io sappia no. Se l’ha fatto con un altro assessorato non lo so. Il Comune è una macchina grande.

Avv. Silvestro: Visto che lei comunque non conosce l’ingegnere Polizzi fisicamente, ricorda se l’ingegnere Cucinotta ebbe mai a chiederle qualcosa per l’ingegnere Polizzi? Le ha caldeggiato qualcosa? Le ha chiesto di fargli ricoprire qualche incarico?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: In riferimento al Fosso di via La Farina, poi venne presentato qualche progetto?

De Cola: No, nulla, nessuna delle conversazioni avute portò un qualche esito.

Avv. Silvestro: Ma se fosse stato presentato, l’ingegnere Cucinotta avrebbe avuto qualche competenza?

De Cola: Il suo dipartimento sicuramente sì perché c’era stata la fase di approvazione di un progetto per capire se era conforme allo strumento urbanistico.

Avv. Silvestro: Sempre propositivo rispetto al dirigente, giusto?

De Cola: Certo, il suo ufficio avrebbe istruito la pratica, riceveva un nuovo progetto, doveva verificare se rispondeva alle indicazioni normative vigenti per quell’area, avrebbe fatto il suo parere, lo avrebbe sottoposto al dirigente.

Avv. Silvestro: Comunque non aveva una potestà decisionale?

De Cola: Non era un dirigente l’ingegnere Cucinotta al Comune di Messina.

Avv. Silvestro: Nel 2014 in quel Fosso era possibile che si potesse costruire il secondo Palazzo di giustizia?

De Cola: No, ma neanche adesso.

Avv. Silvestro: Qual è il motivo?

De Cola: Per la legge regionale urbanistica vigente, l’art. 15 della legge 71/78, entro cinquecento metri dalla battigia c’è un indice di 0.75 metri cubi per metro quadro, cioè un piano si può fare. (Da rilevare come l’ipotesi di realizzare il secondo Palazzo di giustizia nell’area del cosiddetto Fosso di via La Farina è stata invece rilanciata nei mesi scorsi dall’amministrazione del sindaco Cateno De Luca, NdA).

Avv. Silvestro: Ingegnere, le risulta se in quel periodo, 2014/2013 in cui è stato assessore o prima o anche dopo, sia stata mai presentata una proposta per il recupero urbano dell’area ex Sanderson?

De Cola: Non lo so perché l’area ex Sanderson era e credo sia ancora di competenza regionale. Comunque non al Comune però direi di no perché abbiamo avuto parecchi incontri tentando di sollecitare la Regione a fare qualcosa e non…

Avv. Silvestro: Quindi è inutile che le chiedo se l’ingegnere Cucinotta manifestò mai interesse per questa area…

De Cola: Sicuramente no, perché appunto l’ingegnere Cucinotta, ripeto, era un funzionario anziano, esperto, sapeva benissimo che l’area non era nelle competenze del Comune.

Avv. Silvestro: Quindi poteva essere realizzato un centro commerciale in quell’area, all’ex Sanderson?

De Cola: Credo proprio di no. Però, ripeto, è un’area al di fuori delle competenze comunali, non…

Avv. Silvestro: Lei ha detto: Escludo che qualcuno abbia mai presentato una richiesta di spostamento di cubatura dal Torrente Trapani a via... Ma al di là della presentazione di questo progetto, era possibile farlo nel 2014?

De Cola: Le ripeto no, perché al Torrenti Trapani un Magistrato ha dichiarato illegittime le concessioni per cui non esistono le cubature, quindi che cosa sposti?

Avv. Silvestro: Al di là del provvedimento del Magistrato che domani potrebbe anche essere revocato, appellato, impugnato?

De Cola: No, comunque non c’era uno strumento per smontare all’interno della nostra attuale organizzazione in materia urbanistica, non c’è.

Avv. Silvestro: Si ricorda quando è stata introdotto questa possibilità dalla legge regionale? Se è la 16/2016 e quindi due anni dopo? Lo spostamento di cubatura?

De Cola: Però lo spostamento di cubatura introdotto nel 2016 deve comunque raccordare con gli strumenti vigenti, io credo che ancora oggi a Messina…

Avv. Silvestro: Quindi né nel 2014 né con quella legge né oggi era possibile fare?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: Okay. Lei ricorda se qualcuno ebbe mai a chiederle notizie per una concessione edilizia della ditta Edil Raciti?

De Cola: Edil Raciti? Il nome francamente non mi dice nulla… Se mi aiuta, se mi dice di cosa si tratta... Di nomi io ne ho sentiti migliaia in cinque anni, se lei mi dice magari di quell’intervento posso localizzarlo meglio, ma il nome no.

Avv. Silvestro: Questo nome non le evoca neanche la figura dell’ingegnere Cucinotta, se qualche volta l’ingegnere Cucinotta le chiese qualcosa?

De Cola: No, anche perché le concessioni le rilasciava e le rilascia per legge il dipartimento edilizia privata oppure, se lavori pubblici, i lavori pubblici.

Avv. Silvestro: Lei ha mai avuto contezza se l’ingegnere Cucinotta, al di fuori delle sue prerogative, chiamiamole istituzionali, nelle funzioni che esercitava all’interno del Comune, fosse solito seguire i progetti di altri professionisti?

De Cola: Non lo so, io conosco e ho incontrato molte volte l’ingegnere Cucinotta ma solo nell’ambito del Comune, al di fuori non so delle sue attività, non ho idea.

Avv. Silvestro: Ricorda se l’ingegnere Cucinotta nel 2014, nel periodo in cui lei è stato assessore, si è occupato di pianificazione e gestione del territorio?

De Cola: Sì, lui si occupava della parte di pianificazione, diciamo così.

Avv. Silvestro: Lei si ricorda se stava seguendo la procedura proprio relativa alla pianificazione territoriale?

De Cola: Noi nel 2014 abbiamo avviato e quasi concluso alcune azioni importanti. Una prima fu uno studio cumulativo sugli impatti ambientali che era stato richiesto dal Ministero dell’Ambiente, non so, sette/otto anni prima e fu conclusa nel 2014 e rientrava, diciamo, tra le azioni a cui sicuramente ha partecipato anche l’ingegnere Cucinotta. Poi avevamo avviato e portato assolutamente avanti la cosiddetta Variante di salvaguardia e anche in quella l’ingegnere Cucinotta rientrava perfettamente nelle sue funzioni… Poi si stava avviando l’iter per il nuovo Piano regolatore. Tutti temi, diciamo…

Avv. Silvestro: Può spiegare in che cosa consisteva questa Variante parziale di salvaguardia ambientale, per che cosa nasce e qual era l’obiettivo?

De Cola: La Variante parziale di tutela ambientale, cosiddetta salvacolline, a Messina nasce da una delibera di Consiglio comunale del 2012 perché il consiglio precedente a quello dove c’ero anche io, con enorme ritardo rispetto alla tragedia del primo ottobre del 2009 a Giampielieri dove sono morte quaranta persone, aveva dato mandato al dipartimento politiche del territorio di redigere una Variante al Piano regolatore vigente che tenesse conto degli esiti di uno studio sul rischio fatto dall’ENEA, un soggetto istituzionale importantissimo. Questa cosa non era stata fatta e siccome per noi era importantissimo farla, mettemmo mano a questa variante. La variante, diciamo, è un contenitore di tutti i vincoli esistenti e in più recepisce le indicazioni dello studio dell’ENEA che, ad oggi, non sono recepite nel Comune di Messina. Sono indicazioni molto importanti e molto interessanti perché per la prima volta non parlano di cose accadute come, ad esempio, il Piano di assetto idrogeologico, il famoso Pai che non è null’altro che il censimento delle frane, i dissesti… Invece lo studio ENEA parla in prospettiva, dice: In questo territorio, per questi motivi c’è un rischio. E noi avevamo mappato tutte queste cose. La variante ha come esito la cancellazione di circa due milioni di metri cubi di potere edificatori dei territori.

Avv. Silvestro: In questo caso un terreno edificabile diventava non edificabile?

De Cola: Esattamente. Quindi il diritto concesso da uno strumento urbanistico è difficile da togliere… Questa procedura veniva ammortizzata per i proprietari da un’altra delibera fatta sempre prima del nostro arrivo, nel 2012, noi ci siamo insediati a giugno del 2013, in cui si diceva che se in questa variante, per cui si dava al dipartimento politiche del territorio indicazione di procedere, c’era qualcuno che perdeva il potere edificatorio, poteva iscrivere questi volumi in un registro dei volumi e poi questi volumi sarebbero stati riutilizzati da un’altra parte. Ma questo c’era già prima di noi. Noi abbiamo messo in atto delle cose che erano state dette ma nessuno aveva fatto perché erano un po’ scomode.

Avv. Silvestro: Comunque quel terreno sostanzialmente non valeva più niente?

De Cola: Be’, no, perché con questo meccanismo dell’iscrizione dei volumi, se io ho, faccio un esempio, mille metri cubi in un terreno a Castanea, a Salice, e la variante su quel terreno mi dice: Guarda, qui non puoi più costruire, allora io quei mille metri cubi li posso iscrivere in questa banca dei volumi.

Avv. Silvestro: E che me ne faccio, scusi?

De Cola: Il procedimento è che un imprenditore che in un domani andrà a realizzare cubature in un territorio in cui è possibile realizzarle può anche comprare il potere edificatorio della banca dei volumi. E’ un meccanismo abbastanza complesso ma la logica è questa.

Avv. Silvestro: E se queste cubature non si iscrivano nel registro che succede?

De Cola: Si perdono. Però questa iscrizione nel registro fu pubblicizzata mille volte almeno.

Avv. Silvestro: Le risulta se tutto il terreno relativo al complesso immobiliare dove ricadeva Parco delle Felci sia stato oggetto di questa declassificazione?

De Cola: No, credo di no. No, non lo so, ma direi di no come logica.

Avv. Silvestro: Se io le sottopongo il protocollo 220400 dell’11 settembre del 2017 rilasciato dal dipartimento politiche del territorio, lei è in grado di verificare se la particella del foglio 132 in località villaggio Aldisio di cui era intestataria catastale la ditta Parco delle Felci, sia stata oggetto di declassificazione? Questo è un attestato rilasciato il 2017 ma la procedura è del 2014.

De Cola: Questa è una nota del dipartimento politiche del territorio, dell’ufficio piano regolatore che ha come oggetto: Richiesta attestato Variante parziale di salvaguardia ambientale al PRG, nota numero del 21 agosto 2017. Pervenuta tramite Pec il 14/8/17.

Avv. Silvestro: Ingegnere, può riferire se tra l’elenco delle particelle catastali interessate dalla Variante di salvaguardia ambientale sono inserite le particelle 2166, 2168?

De Cola: Parco delle Felci, eccolo qua. 132 particella 291. E poi 132 particella 293 e poi sempre 132 come foglio, ci sono delle altre particelle, 132/33… Con vari… particella 295, 296…

Avv. Silvestro: Tutte quelle di Parco delle Felci sono state tutte declassificate?

De Cola: Sì. Sono intestate Parco delle Felci Srl.

Avv. Silvestro: Il Piano di salvaguardia quando è stato approvato?

De Cola: No, questa è la tragedia, non è mai stato approvato. Fu approvato dalla Giunta, ebbe tutte le approvazioni tecniche, Genio Civile, Sovrintendenza, Regione, eccetera, eccetera… Il Consiglio si è rifiutato di guardarlo.

Avv. Silvestro: Desidero sottoporle un altro attestato, è il protocollo n. 295.801 sempre del 27/11/2017.

De Cola: Sì. Anche questa è una nota del dipartimento politiche del territorio, ufficio piano regolatore del 27 novembre 2017. L’oggetto è: Richiesta attestato integrativo Variante parziale di salvaguardia ambientale al PRG. Istanza protocollo del 22 novembre 2017 pervenuta tramite Pec il 21/11/17. La nota dice: Non risulta pervenuta alla data odierna alcuna richiesta di iscrizione al registro dei volumi di cui agli artt. 23 bis e ter del regolamento edilizio in relazione alle particelle del foglio di mappa 132

Avv. Silvestro: Quindi abbiamo questi terreni declassificati e la cubatura mai iscritta, quindi persa sostanzialmente…

De Cola: Sì, se la Variante fosse stata approvata è così. Esatto, è corretto.

Avv. Silvestro: Che ruolo rivestiva l’ingegnere Cucinotta nell’ambito di questa procedura della Variante?

De Cola: L’ingegnere Cucinotta era uno dei soggetti responsabili della redazione della Variante. Era il Rup, responsabile del procedimento, ma comunque era anche uno dei redattori.

Avv. Silvestro: Manifestò mai degli atteggiamenti contrari a queste determinazioni?

De Cola: No.

Avv. Silvestro: Era propositivo?

De Cola: Il suo lavoro regolarmente. Sì.

Avv. Silvestro: Chi li scelse i tecnici?

De Cola: Il dirigente sicuramente e poi c’era stato un atto del Segretario generale.

Avv. Silvestro: Ricorda per caso se l’ingegnere Cucinotta propose il nome dell’architetto Parlato?

De Cola: Non lo ricordo, sinceramente. Anche se è stato non lo ricordo. Ma tra l’altro io non entravo molto in queste nomine…

Avv. Silvestro: Non lo ricorda o lo può escludere?

De Cola: Era una cosa tra dirigente e Segretario generale. Le nomine dei gruppi di lavoro sono concordate tra il dirigente del dipartimento e il Segretario generale, il direttore generale.

Avv. Silvestro:  Lei ricorda di una comunicazione e-mail del 28 ottobre 2013 inviatale dall’ingegnere Cucinotta con la possibile indicazione dei soggetti che potevano fare parte del gruppo di lavoro?

De Cola: Può essere.

Avv. Silvestro: Gliela esibisco. Queste erano delle indicazioni…

De Cola: Che Raffaele mi dava… Mi ha mandato vari materiali tra cui c’era la bozza del gruppo per fare la Variante.

Avv. Silvestro: In quei nomi indicati c’è il nominativo dell’architetto Parlato?

De Cola: Cucinotta… No.

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione