Consulta degli Architetti Siciliani, il messinese Pino Falzea è il nuovo presidente

8 Aprile 2020 Cronaca di Messina

Cambio al vertice nella Consulta degli Architetti Siciliani: il messinese Pino Falzea è stato eletto nuovo presidente, mentre è l’ennese Antonio Rizza è stato confermato segretario. Durante l’ultima seduta di Consiglio, tenutasi il 6 aprile in streaming, onfatti, all’unanimità dei presenti la Consulta degli Architetti Siciliani ha eletto i nuovi vertici.

La nuova guida della Consulta è stata designata dai rappresentanti degli Ordini degli architetti di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Assente, invece, l’Ordine di Catania, che ha deliberato nelle scorse settimane di recedere dall’organo di rappresentanza.

Il neo presidente Pino Falzea, che torna al vertice della Consulta dopo la nomina nel 2017, è un libero professionista con esperienza trentennale nel settore dell’edilizia residenziale e sanitaria, dei lavori pubblici e del governo del territorio. Ha svolto numerosi incarichi di consulenza per enti pubblici e privati. E’ componente del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana ed è, attualmente, presidente dell’Ordine degli architetti di Messina.

«Ci siamo subito messi in moto – commenta Falzea – e dopo la definizione dei nuovi assetti, grazie al contributo di tutti i rappresenti degli architetti siciliani abbiamo tracciato le linee programmatiche dell’attività di politica professionale per i prossimi mesi, concentrandoci sulle azioni immediate per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 ma anche su quelle che dovranno essere attivate quando questa emergenza sanitaria sarà superata».

Già dalla prossima settimana saranno attivi dei tavoli operativi che avranno come priorità: politiche di rilancio del lavoro (agevolazioni fiscali, semplificazioni, equo compenso e certezza dei pagamenti, ecc.); modifica del codice dei contratti; modifica del testo Unico dell’edilizia e quindi della L.R. 16/2016; nuovo Regolamento Edilizio Unico; modifica del codice dei Beni culturali e del Paesaggio; nuova legge regionale di Governo del territorio; modifica dell’Ordinamento professionale.

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