Messina, gli armatori Franza: “Si al ponte sullo Stretto, un sogno che si realizza”

13 Giugno 2020 Cronaca di Messina

di GIOACCHINO AMATO – Mette le mani avanti, “Non è furbizia”, l’amministratore delegato di Caronte & Tourist, Vincenzo Franza ma in una lunga nota il gruppo privato che con i suoi traghetti collega le due sponde dello stretto di Messina scende in campo con convinzione a favore del ponte che colleghi Scilla e Cariddi appoggiando la recente presa di posizione del ministro e capogruppo Pd Dario Franceschini.

“Fagocitate dalle notizie sul Covid – esordisce Franza – le dichiarazioni del ministro Franceschini su turismo e infrastrutture non hanno forse avuto l’eco che avrebbero meritato. Per chi fa impresa nel Mezzogiorno e basa una parte importante della propria attività in ambito turistico, direttamente o per via indotta, l’ipotesi di scelte strategiche che perequino finalmente quest’area a quelle più forti e avanzate del Paese non può essere banalizzata. Le tre priorità indicate dal ministro dei Beni Culturali indicano una visione nitida in direzione di modello di sviluppo possibile e tutto sommato auspicabile. Rafforzare e riqualificare l’offerta dell’accoglienza alberghiera per attrarre una domanda con maggiore capacità di spesa; recuperare e rilanciare i borghi, vera eccellenza culturale, naturalistica ed enogastronomica; investire sulla mobilità per colmare un gap che da infrastrutturale è ormai divenuto anche sociale, rappresentano e definiscono una frontiera d’intervento non più procrastinabile”.

“In particolar modo – prosegue Franza – ci colpisce positivamente, ma chi conosce la nostra storia sa che questa non è una novità né una furbizia, la connessione esplicita dell’ipotesi di costruzione del Ponte sullo Stretto alle sue fisiologiche finalità trasportistiche in ambito ferroviario. L’Italia è un Paese in cui su questo versante non si investe sotto la Campania da almeno un ventennio. Proprio adesso che le grandi imprese del trasporto su ferro hanno deciso di prolungare il proprio servizio passeggeri fino a Reggio Calabria, l’esclusione della Sicilia dalle occasioni di sviluppo a ciò connesse suonerebbe ancor più intollerabile. E dunque, in una visione che sappia contemperare fuori dai furori ideologici i costi e i benefici di un’opera oggettivamente epocale, il Ponte diventa realmente il completamento di un lungo corridoio europeo e della direttrice Napoli-Palermo, ma anche un collegamento  decisivo ai mercati di riferimento dei  produttori ortofrutticoli del sud est della Sicilia, lasciando tuttavia ampi margini per il mantenimento di un servizio di collegamento via mare agile e sicuro nel quale il Gruppo Caronte & Tourist conta di mantenere una leadership che è tale da 55 anni”.

“Per la gran parte dei siciliani – conclude l’ad Caronte & Tourist – il Ponte rappresenterebbe la realizzazione di un sogno, il segno tangibile dell’attenzione dello Stato verso il mezzogiorno e l’Isola in particolare. Da imprenditori, poi, non possiamo che essere lieti che vengano investite cifre nell’ordine della decina di miliardi nel territorio in cui siamo maggiormente radicati. Ciò tuttavia a patto che questo manufatto non impatti più di tanto con uno degli ambienti più belli del mondo”.

Per primo a sostenere la possibilità di realizzare un ponte soltanto ferroviario dal costo molto inferiore a quello inizialmente previsto fu nel 2016 l’amministratore delegato di Ferrovie, Renato Mazzoncini poi silurato dal governo gialloverde, il primo guidato da Conte. “ll ponte sullo Stretto si può fare e il suo costo equivale a quello di una qualunque grande infrastruttura europea” disse l’ad alla presentazione del piano industriale del Gruppo Fs mentre al governo c’era Matteo Renzi che aveva appena rispolverato l’idea del ponte. “Pensato come infrastruttura ferroviaria costerebbe 3,9 miliardi di euro – spiegò – contro i 120 miliardi dei trafori che servono ai corridoi europei”.

Adesso anche una parte di Cinque Stelle sembra più tiepida nei confronti di un’opera che Beppe Grillo e l’ala ambientalista grillina ha sempre visto come fumo negli occhi. Con la pioggia di miliardi per infrastrutture che potrà arrivare dall’Europa per il post-pandemia molti, a cominciare dal viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, pensano sarebbe un peccato non vedere arrivare altro che spiccioli in Sicilia. E il ponte potrebbe essere una grande opera capace di modificare sostanzialmente il futuro dell’isola. “Bisogna spazzare via i pregiudizi e parlarne”, ha sussurrato a taccuini chiusi Cancelleri a proposito del ponte dopo l’annuncio dell’arrivo in Calabria di Italo e Frecciarossa.

E adesso anche i re dei traghetti hanno iniziato a tifare per il ponte dei sogni tanto da ribadirlo anche al leader della Lega, Matteo Salvini che dopo averlo annunciato ieri in Sicilia, lo ripete anche in Calabria: “Per me è una priorità, al di la’ delle merci, anche turisticamente parlando dà l’idea dell’Italia che corre quindi per me s’ha da fare”.  Cosi’ il leader della Lega, oggi a Reggio Calabria per l’inaugurazione della segreteria provinciale della Lega, ha risposto alle domande dei giornalisti sul Ponte dello Stretto. “Negli anni passati c’è stato un dibattito, ma anch’io personalmente in passato avevo più d’una perplessità su quest’opera, adesso penso che sia fondamentale investire in infrastrutture. Il Ponte che unisce non solo Messina a Reggio ma unisce l’Italia all’Europa”

“Ho parlato stamattina anche con i proprietari della stessa linea di traghetti, la Caronte – ha aggiunto – che dovrebbero essere i primi a essere ostili – ha concluso il leader della Lega – e invece mi dicono ‘No, anzi più gente viaggia, più gente arriva, più gente si sposta tra Sicilia e Calabria meglio è'”. FONTE: palermo.repubblica.it

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione