28 Ottobre 2020 Politica e Sindacato

L’Amam stabilizza i dodici lavoratori dell’ex “Agrinova”

Amam e il Comune hanno portato a compimento gli impegni in tema di stabilizzazione ed internalizzazione dei servizi secondo quanto previsto dal decreto “salva Messina” del dicembre 2018. E dopo ben 22 anni di precariato è finita l’odissea del personale che cura il verde nei cimiteri cittadini per conto del Comune di Messina.

L’Azienda acque ha, infatti, concluso il percorso di stabilizzazione di 12 lavoratori che dal 1998 si vedevano prorogare il contratto di lavoro da precari. Il personale ora potrà essere utilizzato anche per altre mansioni nell’ambito della pianta organica dell’Amam. Lo hanno annunciato il sindaco Cateno De Luca e il presidente dell’Amam Salvo Puccio al termine di un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria e una delegazione dei lavoratori.

Quella della cooperativa Agrinova è stata una battaglia condotta soprattutto dall’ex segretaria della Cgil-Funzione pubblica, oggi sindacalista della Fiadel. E c’era lei, infatti, in prima fila, ieri sera nel salone delle Bandiere, dove alla fine De Luca, Puccio e i lavoratori si sono fatti immortalare in una foto ricordo. Vicenda lunga e controversa, quella dell’Agrinova, come tante in città, che ha attraversato due decenni, diventando sempre una matassa ingarbugliata, difficile da sciogliere per tutte le Giunte comunali che si sono succedute dall’inizio del Duemila a oggi. Buone notizie anche per quanto riguarda l’assunzione e la stabilizzazione del personale. Ricorda anche la storia dei 13 precari dell’ex Cea.

L’Amam utilizzerà ora questi lavoratori nell’ambito dei propri servizi di gestione che vanno oltre le competenze strettamente legate all’erogazione e alla distribuzione idrica in città. Potranno essere impiegati nella cura delle fontane e in altre mansioni collegate alla valorizzazione dell’arredo urbano, anche in funzione di promozione del “brand Messina” rivolto ai turisti. Perché solo una città degna di questo nome, vivibile, pulita e dignitosa, può pensare di attrarre visitatori, quando sarà passata (ci auguriamo presto) la “tempesta perfetta” chiamata, purtroppo, Covid-19.