28 Novembre 2020 Cronaca di Messina e Provincia

IN GRAN SEGRETO: Il 25 novembre a Messina lo sbarco dalla nave quarantena

È il 25 novembre quando, intorno alle 7, approda al Molo Norimberga la nave quarantena Gnv Allegra. Hanno appena terminato la fase di isolamento a bordo e sono risultati tutti negativi al tampone. Quindi, per 143 migranti è l’ora di toccare terra, dopo un’estenuante odissea in mare e un viaggio della speranza iniziato chissà quanti mesi prima. Si tratta di uomini, donne e bambini di nazionalità tunisina. Sottoposti alle procedure di rito da parte del personale della Questura di Messina – fotosegnalamento e rilevazione delle impronte digitali – vengono smistati nelle varie strutture di accoglienza in città e in provincia. Ma qualcosa, successivamente, s’inceppa nella catena dell’ospitalità e non solo.

A segnalarlo è Stefano Candiani, senatore nonché segretario regionale del partito di Salvini, che si rivolge al ministro degli Interni Luciana Lamorgese, riaccendendo i riflettori su una questione che ultimamente era finita fuori dai radar. «Le nostre frontiere continuano ad essere un colabrodo e i rimpatri inesistenti. A Messina mercoledì sono sbarcati in 143 e ben 62 hanno fatto perdere le proprie tracce», tuona il rappresentante della Lega a Palazzo Madama nonché responsabile leghista nell’Isola. Che in una interrogazione chiede conto e ragione al Viminale. «Al molo Norimberga del porto di Messina – spiega – sono sbarcati 143 migranti, per la maggior parte di nazionalità tunisina. Dalle operazioni effettuate dall’Ufficio immigrazione, si evince che di questi 17 sono risultati destinatari di provvedimento di respingimento e trattenimento ai Centri di permanenza per il rimpatrio, 59 hanno presentato richiesta di protezione internazionale e per loro è previsto il collocamento in vari centri di accoglienza fra Sicilia e Calabria, 5 sono minori non accompagnati e 62 sono stati respinti con ordine di lasciare il territorio entro sette giorni. Mi risulta, inoltre, che i 62 immigrati irregolari destinatari di provvedimento di rimpatrio non siano stati trasferiti nelle strutture preposte ma siano stati destinatari di provvedimento di rimpatrio e messi in libertà con il semplice invito a lasciare il Paese entro 7 giorni». E ancora: «È chiaro che la maggioranza se non la totalità dei 62 immigrati irregolari abbia fatto perdere le proprie tracce rimanendo illegalmente nel nostro Paese. Non c’è bisogno di spiegare che stiamo correndo il serio rischio che qualcuno di questi possa mescolarsi con ambienti criminali o ancora peggio possa, eludendo i controlli, varcare il confine verso altri Paesi, come accaduto col migrante irregolare che da Lampedusa attraverso l’Italia ha raggiunto la Francia per compiere gli attentati terroristici di Nizza». E nei prossimi giorni la “Allegra” tornerà a fare tappa in riva allo Stretto.