13 Aprile 2021 Giudiziaria

Operazione “Provinciale”, il M5s a Cateno De Luca: «Il Comune si costituisca parte civile nell’eventuale processo»

«Il Comune di Messina si costituisca parte civile
nell’eventuale procedimento giudiziario relativo all’operazione “Provinciale”, come previsto dall’articolo 2 del nostro regolamento
antimafia, approvato il 21 novembre del 2017: ”La Città di Messina – si legge nel regolamento – considera prioritario il sostegno concreto alle
vittime di estorsione e sente come un dovere il costituirsi come parte civile nei processi che riguardano il reato di associazione di tipo
mafioso, di scambio elettorale politico-mafioso e dell’estorsione, nonché per i reati che hanno una diretta ingerenza con gli interessi della città”».
È la richiesta avanzata dai consiglieri comunali del M5s al sindaco Cateno De Luca dopo gli esiti dell’operazione congiunta condotta da Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, che ha portato all’arresto di 33 persone con l’accusa, a vario titolo, di associazione
di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso, lesioni aggravate, detenzione e porto illegale di armi, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio di
sostanze stupefacenti.
«Esprimiamo la nostra forte indignazione per questi episodi, che certificano ancora una volta i tentativi di ingerenza della mafia nelle
competizioni elettorali, finalizzati all’esclusivo controllo del territorio, in una città che più volte negli anni passati è stata vittima della criminalità organizzata, come dimostrano i reati di tipo
mafioso, nonché di scambio elettorale politico mafioso, finiti sulle prime pagine di tutti i giornali e sotto la lente della Procura della Repubblica», commentano i consiglieri, che fanno riferimento ai numerosi episodi di prevaricazione, violenza e intimidazione affiorati nel corso delle indagini, ma anche ai presunti accordi elettorali per le elezioni comunali di Giugno 2018 e al corteo funebre dell’11 aprile 2020, svolto in totale disprezzo delle disposizioni vigenti nella fase del primo lockdown.
«Ancora una volta – proseguono – sono emersi allarmanti connessioni fra mafia, politica e imprenditoria: uno scenario inquietante, che
rappresenta l’ennesimo affronto alla città e ai messinesi. Siamo estremamente preoccupati per ciò che traspare dalle intercettazioni e
per la sorte dei tanti giovani costretti loro malgrado a vivere in un contesto malato e corrotto, dove la libertà di voto, e quindi la
Democrazia, può essere barattata con una manciata di euro. Bisogna scongiurare in ogni modo che all’interno delle Istituzioni possano
esserci persone che non rappresentano gli interessi generali della collettività, bensì interessi personalistici. Per farlo è fondamentale
coinvolgere attivamente le nuove generazioni, con attività di formazione e sensibilizzazione sul tema della partecipazione e sull’importanza del
voto, con il quale si manifesta la propria libertà di espressione».
«Da cittadini e da rappresentanti delle Istituzioni, – concludono – riteniamo doverosa una ferma presa di posizione da parte del Comune, ma anche di tutte le forze politiche del territorio, che devono contribuire alla lotta della criminalità organizzata promuovendo tutte le azioni possibili finalizzate alla prevenzione e al contrasto alla mafia».