25 Maggio 2021 Giudiziaria

“Apotheke”, chiuse le indagini. Avviso di garanzia per 12 persone

Farmaci e rimborsi d’oro. Migliaia e migliaia di prescrizioni a pazienti morti da mesi, oppure “fantasma”, o ancora ignari di tutto. E centinaia di migliaia di euro truffati all’Asp di Messina nella catena dei pagamenti di ritorno. Dal 2016 fino al febbraio del 2020.

C’era tutto questo nell’indagine “Apotheke”, condotta dalla Guardia di Finanza, che nel febbraio del 2020 scosse e non poco il mondo della sanità pubblica messinese, soprattutto quello dei farmacisti e dei medici di base. Adesso, a distanza di oltre un anno da quel clamoroso blitz e dopo una proroga di sei mesi servita soprattutto per studiare la mole di materiale sequestrato nella “centrale” della vicenda, la farmacia Romeo del Villaggio Aldisio, il pm Francesca Bonanzinga ha chiuso le indagini ed inviato il relativo avviso a 12 persone.

Gli indagati

Ecco i nomi delle dodici persone che risultano indagate dopo la chiusura dell’inchiesta: il farmacista Sergio Romeo, titolare della “Farmacia del Villaggio”, al rione Aldisio; cinque medici di base: Filippo Gregorio Cutrì, Salvatore De Domenico, Basilio Cucinotta, Santi Ielo e Nunzio Minutoli; ci sono poi altre cinque persone indagate per vari reati nell’ambito dell’inchiesta: Giovanni Romeo, padre del farmacista Sergio, Marisa Sparacino, 72 anni, madre del farmacista, Sergio Romano, collaboratore della farmacia, Stefania Samperi, farmacista collaboratrice di Romeo, Valentina Costanzo, farmacista collaboratrice di Romeo, e infine Rosario Palmeri, secondo l’accusa il “collettore” delle ricette, che prelevava dai vari studi medici e consegnava poi in farmacia. Ma c’è qualcuno che è riuscito a farla franca, visto che nel capo d’imputazione principale si parla di un «… altro correo rimasto non identificato».

L’archiviazione

L’unico nome che non compare nel quadro definitivo degli indagati rispetto ai primi step dell’inchiesta è quello del medico di base Ciro Liosi, per il quale si prospetta quindi l’archiviazione delle accuse iniziali. A suo tempo, eravamo nell’aprile del 2020, già i giudici del Riesame disposero l’annullamento dell’ordinanza cautelare e la scarcerazione, visto che finì addirittura agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alle truffe all’Asp, ma senza la contestazione di reati fine. I giudici affermarono tra l’altro che in sede di interrogatorio di garanzia il professionista fornì una spiegazione sufficientemente plausibile («interpretazioni alternative») al tenore delle conversazioni intercettate mentre dialogava con i responsabili della farmacia e alcuni collaboratori della struttura.

I reati

I reati contestati in sede di chiusura indagini vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica e di farmacista, alla somministrazione di morfina senza la prescrizione medica.