22 Giugno 2021 Cronaca di Messina e Provincia

Telefoni cellulari e lame per seghetto ritrovati in un tubo al carcere di Gazzi

Cinque telefoni cellulari, tra cui uno smartphone di ultima generazione, sim e un buon numero di caricabatterie e cavetti USB. Ma anche una decina di lame per seghetto che potevano essere utili a tagliare le inferriate.

Il ritrovamento è avvenuto ieri mattina all’interno del muro di cinta della Casa Circondariale di Messina, in un tubo simile a quello utilizzato per la raccolta delle acque piovane (foto). A seguito dello stesso è scattata, intorno alle 18.30, una imponente operazione di Polizia Penitenziaria. Dalle prime notizie, sembra siano stati impiegati oltre 50 uomini, provenienti in supporto anche da altri istituti.

“Quanto verificatosi, in attesa di notizie ancora più precise, non fa altro che confermare quanto da tempo ormai sosteniamo, cioè l’urgente necessità di potenziamento di uomini e mezzi in tutta la Sicilia” . A sostenerlo il S.A.P.Pe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, il più rappresentativo a livello nazionale). “Proprio tre giorni fa – prosegue il Sindacato – abbiamo avuto un incontro con il Capo del Dipartimento ed il Direttore Generale del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria nel corso del quale abbiamo esternato la nostra seria preoccupazione per la grave carenza di uomini in tutta la Sicilia, che si aggira intorno a mille unità. Mercoledì, giorno 23 giugno, saremo impegnati dinanzi a tutte le Prefetture per portare a conoscenza anche l’opinione pubblica del disagio che il personale di Polizia Penitenziaria vive ormai quotidianamente, costernato da continue aggressioni ed eventi critici di ogni genere. Sarà cura dei segretari incaricati in quel di Messina, rappresentare al Signor Prefetto quanto ormai si verifica nei due istituti della provincia, alla ribalta per diversi fatti di cronoca che non fanno altro che confermare le criticità che da tampo sosteniamo, complice un sistema penitenziario che fa acqua da tutte le parti. Un grosso plauso va a tutto quel personale che si è contraddistinto nell’odierna operazione, molti dei quali hanno svolto oltre 12 ore di servizio, al quale speriamo possa seguire il giusto riconoscimento da parte dell’amministrazione. Se lo stato non è più in grado di garantire ordine e sicurezza, proponiamo la chiusura di quegli istituti dove le criticità sono sotto gli occhi di tutti“.